Folignano, hotel Villa Pigna: giovedì sera nel ritiro dell’Italia si respira un bel clima a poche ore dal successo di Alberto Bettiol nella cronometro juniores.
Incontriamo Marco Villa, da poco Coordinatore unico per le squadre maschili di ciclismo su Pista e su Strada.
Villa proviene proprio dal mondo della Pista, è stato due volte campione del Mondo nell’Americana in coppia con Silvio Martinello, un mondo che secondo lui dovrebbe tornare di più al centro dell’attenzione dell’intero movimento.
“Bisogna uscire dalla mentalità che il ciclismo è soltanto ciclismo su Strada. Dovremmo seguire l’esempio di Australia, Danimarca, Gran Bretagna, Russia. Sviluppare una maggiore interdisciplinarità fra i due mondi, perché così miglioreremmo i risultati sportivi e daremmo una maggiore visibilità olimpica a tanti giovani”.
Fare Ciclismo su Pista, sostiene Villa, non inibisce l’attività su Strada. Anzi, si tratta di una utilissima palestra per i giovani ciclisti, che nel mondo della Pista hanno maggiori opportunità di partecipare alle Olimpiadi anche da giovani, senza dover attendere quella maturità necessaria per essere convocati nella Nazionale per le prove su Strada.
Quindi il ciclismo su Pista è una preziosa opportunità di crescita per i nostri atleti, e di visibilità. Elia Viviani, una delle promesse del nostro ciclismo, incarna uno dei rari esempi di questa interdisciplinarità, ma ce ne vorrebbero altri di esempi del genere.
Del resto, conclude Villa, si tratta solo di riscoprire quanto la grande scuola ciclistica italiana metteva in pratica fino a un decennio fa. Ricordate Silvio Martinello? Nella stagione 1996 il ciclista nostrano si fece onore al Giro d’Italia per poi volare ad Atlanta e vincere l’oro nelle gare su Pista.
Insomma, uno dei messaggi che Offida2011 lancia al movimento ciclistico italiano è proprio questo: Strada e Pista, due realtà diverse dello stesso mondo che devono tornare a compenetrarsi.

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