ASCOLI PICENO – Potrebbe essere vicina alla svolta l’inchiesta sull’omicidio di Melania Rea.

La notizia di venerdì, riportata ormai da diverse ore su quotidiani e telegiornali di tutta Italia, è la richiesta di carcerazione avanzata dalla Procura di Ascoli al Gip Calvaresi nei confronti di Salvatore Parolisi, marito di Melania e al momento unico indagato per omicidio volontario aggravato.

La procura di Ascoli non conferma l’indiscrezione e ha aperto a tal proposito un fascicolo per indagare sulla fuga di notizie, che ha scatenato tra l’altro la  polemica degli avvocati difensori del caporal maggiore dell’Esercito venuti a sapere del provvedimento dalla stampa.

“Questa fuga di notizie – hanno dichiarato Nicodemo Gentile e Valter Biscotti all’ANSA – in un momento così delicato dell’inchiesta è la riprova della gravità inaudita di comportamenti cui noi difensori ci troviamo a dover far fronte impotenti”. “E’ mai possibile – si chiedono Biscotti e Gentile – in un paese civile leggere simili notizie, quando queste debbono essere protette dal più rigoroso segreto processuale?”.

Probabilmente determinante per far scattare la richiesta di arresto è stata la relazione finale sull’esito dell’autopsia, consegnata tre giorni fa dal medico legale Adriano Tagliabracci.

Tagliabracci avrebbe indicato l’ora della morte in una fascia oraria che va dalle 13.50 a poco prima delle 16 del 18 aprile, giorno in cui fu denunciata la scomparsa di Melania Rea. Sempre secondo l’autopsia, inoltre, il Bosco delle Casermette dove due giorni dopo è stato trovato il cadavere della povera donna sarebbe molto compatibile con il luogo del delitto.

Questa relazione contribuisce a disegnare un quadro più completo soprattuto se incrociata con i tabulati telefonici, dai quali sembrerebbe che in quella fascia oraria i  telefonini di Melania e Salvatore agganciassero la cella di Ripe di Civitella del Tronto e non quella di San Marco, dove invece Salvatore dice di aver perso le tracce di Melania. La ricostruzione del caporal maggiore, che afferma che in quel lasso di tempo i due si trovavano sul Pianoro assieme alla figlia Vittoria,  non ha mai convinto gli inquirenti anche perchè non confermata dalle testimonianze delle varie persone che in quelle ore si trovavano in quella zona e che affermano di non aver mai visto la coppia.

Insomma una serie di elementi che avrebbe spinto la Procura a formulare la richiesta di fermo; il gip, pur non avendo limiti di tempo, potrebbe esprimersi già entro tre o quattro giorni dal ricevimento dell’atto e nel caso in cui la accogliesse potrebbe motivare la decisione con il pericolo di inquinamento delle prove.

Va considerato anche il fatto che Salvatore Parolisi avrebbe da sempre provato a nascondere le carte in tavola, principalmente a quanto sembra per nascondere la propria storia segreta con la soldatessa Ludovica.

La relazione extraconiugale non rappresenta un motivo per accusare Salvatore di omicidio, ma può essere stata la miccia in grado di scatenare una lite furibonda. Già in passato Melania era venuta a conoscenza della storia di Salvatore con Ludovica, dato che questa andava avanti da quasi due anni; aveva perfino telefonato all’amante chedendole di lasciare il marito e alla fine  avrebbe ingoiato il rospo, con lo scopo di salvare il matrimonio e magari dopo aver ricevuto da Salvatore rassicurazioni sulla fine della relazione. I messaggi su Facebook cancellati dal caporal maggiore, i riscontri sul traffico telefonico e le testimonianze della stessa Ludovica, hanno invece confermato che la storia era ancora viva e vegeta.

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