OFFIDA – Rossella Ratto, Offida le porta fortuna. La giovane ciclista bergamasca nel 2010 si aggiudicò l’argento alla gara in Linea Juniores proprio ai Mondiali in terra picena, venerdì ha stupito tutti con una prestazione superba che le ha dato uno stupendo oro nella Crono sui 15 km. Domenica, il trionfo nella gara su Strada, prima della quale incontriamo il commissario tecnico della Nazionale italiana femminile, Edoardo Salvoldi, con il quale tracciamo una panoramica del movimento ciclistico rosa in Italia.
Un movimento tutto passione e valori veri dello sport, nel quale la realtà professionistica è solo la punta dell’iceberg.
“Di professioniste vere e proprie ne annoveriamo solo una settantina – ci dice Salvoldi – ma i numeri delle praticanti nelle categorie giovanili sono in continua ascesa, in controtendenza persino rispetto al ciclismo maschile. Gli ottimi risultati che otteniamo a livello nazionale fanno da traino a tutto il movimento”.
Ma cosa spinge una ragazza a praticare questo sport antico e nobile? Il commissario tecnico azzurro ci offre questa interpretazione: “Il ciclismo è una disciplina che ti mette a contatto diretto con la realtà, c’è poca mediazione. Poca protezione, devi risolverti da sola, puoi avere mille imprevisti in gara che devi spesso affrontare in prima persona. Questo ti porta a maturare prima rispetto ad altri sport”.
Spesso le ragazze si avvicinano al ciclismo su spinta di un fratello o del padre, di certo non guardano al miraggio del guadagno e del professionismo come invece sognano i colleghi maschi. Il ciclismo femminile mette in campo ad uno stato ancora più puro i valori veri dello sport e della sua etica.
Come motiva le sue ragazze il Ct Salvoldi? “Gruppo, gruppo e ancora gruppo. Lo spirito collettivo è fondamentale nelle gare in linea, spesso vince l’atleta con la squadra meglio organizzata, invece che l’atleta più forte individualmente. Motivare un gruppo femminile è sicuramente più stimolante, perché devi andare ad agire sui valori morali ed etici dello sport, della competizione, della maglia Azzurra. Di soldi non ne posso certo promettere, devo agire sulle motivazioni più nobili”.
Una curiosità infine sul rapporto fra ciclismo su Strada e ciclismo su Pista, tema già affrontato nelle nostre conversazioni con i tecnici della nazionale maschile. Salvoldi ha una nota di pessimismo su questo, legato alla recente decisione di escludere dal novero delle prove olimpiche alcune specialità pistard. “La necessitá di avere una grossa specializzazione per le nostre pistard le obbliga a scegliere fra Pista e Strada, e questo per noi tecnici è un handicap, perché i due mondi devono essere collegati e non separati”.

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