ASCOLI PICENO – Volteggia leggiadra sul palco in Piazza del Popolo Simona Atzori, pittrice e ballerina senza arti superiori, ospite d’onore al Gran Galà di Danza, organizzato dall’associazione Danzascoli. Ambasciatrice per la danza nel Grande Giubileo del 2000, portando la danza in Chiesa per la prima volta nella storia con la coreografia di Paolo Londi, inserita nella Grande Enciclopedia Multimediale del Vaticano, protagonista in due esibizioni alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino nel 2006, autrice del ritratto del Santo Padre personalmente donato a Papa Giovanni PaoloII, Simona è una forza della natura da cui abbiamo tutti molto da imparare. Comparve sulla copertina del libro di Candido Cannavò, E li chiamano Disabili, ed ora ne sta scrivendo uno sulla sua vita che uscirà nei prossimi mesi, in cui parla della sua storia, dei suoi aneddoti e “si racconta attraverso le emozioni belle, le sfumature dei suoi colori ed i momenti della vita che l’hanno resa quella che è”.

Cos’è la diversità?

Ѐ la nostra ricchezza, il nostro modo di essere e fa parte della vita perché se fossimo tutti uguali il mondo sarebbe privo di interesse.

Sei l’esempio vivente che la danza non è solo un corpo perfetto. Cosa suggerisci a tutte quelle ragazze che sono state scartate ai casting perché non abbastanza magre o con troppo seno o perchè comunque non rientravano in determinati canoni estetici?

Credo che la mia esperienza possa far capire che esistono tante forme d’arte e di danza e io credo che la danza prima di tutto sia espressione di ciò che abbiamo dentro, il corpo è solo un veicolo per esprimerlo ma esistono tanti altri modi per farlo. A queste ragazze dico di non smettere di credere in se stesse, di non lasciarsi andare perché ci sono varie possibilità nel mondo della danza che comunque sta andando verso nuovi orizzonti per cui ognuno può trovare il suo spazio con serietà, passione e soprattutto con la voglia di comunicare qualcosa.

Le braccia sono importanti nel ballo. Come trovi l’equilibrio senza l’utilizzo degli arti superiori?

Ho sviluppato il mio equilibrio, che forse è anche innato, da quando ero bambina spostando tutto il baricentro nella parte inferiore del corpo per cui ho una stabilità molto forte con le mie gambe, a volte ho anche più equilibrio di chi usa le braccia; sicuramente poi la danza mi ha aiutato a svilupparlo anche nella vita di tutti i giorni. Per me non è assolutamente un problema ballare senza braccia.

Come si “vola senza ali”, tanto per citarti?

Si vola soprattutto con il cuore, con quello che uno ha dentro, non servono le ali per volare quando si ha la voglia di farlo e credo che la determinazione, la passione e l’amore per la vita e per le cose che si fanno sia più importante di ogni parte del nostro corpo. Ѐ la mente che ci dice dove andare e io la seguo.

Si legge tanto amore sia nelle tue opere sia nelle coreografie che balli. Non esprimi mai sentimenti negativi?

È difficile, faccio fatica perché sono una persona positiva di natura, ho la capacità e la voglia di scoprire sempre il bello, il colore, perché non riesco a fermarmi alle ombre, è più forte di me.

Quanto hanno influito sulla tua carriera l’affetto ed il sostegno dei tuoi genitori?

Sono stati fondamentali, il mio punto di partenza perché senza il loro appoggio, senza il loro credere in me e nella mia unicità non sarei dove sono, mi hanno aiutato a scoprire e superare i limiti dandomi gli strumenti per essere serena.

Qual è stato il momento più difficile della tua vita?

Credo, come tutti, di averne avuti, ma ho questa capacità di cercare di vedere sempre il positivo delle cose e poi spesso tendo a dimenticare. Forse il periodo più difficile è stato quello dell’adolescenza perché un po’ per tutti questo è il periodo più tormentato, oscuro, di crescita e trasformazione, però anche da lì ho imparato come riuscire, contando sulle mie forze, a scoprire la luce, è stata la mia palestra grazie alla quale ho capito che lottando e credendo in se stessi si può arrivare a grandi cose.

In che modo nei tuoi incontri motivazionali aiuti gli altri a riacquistare la fiducia in se stessi?

Nei miei incontri parto dalla mia esperienza di vita, condivido con gli altri quella che tutti vedono come una situazione di svantaggio mentre per me tale non è stata perché io sono stata “disegnata“ in questo modo e sentendomi me stessa ho cercato di non lasciare che i limiti che potevo avere o che gli altri vedevano in me mi fermassero e quindi credo che se ce l’ho fatta io tutti quanti possiamo trovare dentro di noi la forza e l’entusiasmo per scoprire che la vita davvero ha un valore immenso e straordinario.

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