ASCOLI PICENO – E’ tornato intorno all’una ad Ascoli Salvatore Parolisi. Ha fatto anche ritorno nella sua abitazione di Folignano forse per prendere gli ultimi effetti personali. Questa notte dormirà nella caserma Clementi, dove ha ripreso servizio pur se non con il ruolo ricoperto finora di addestratore delle reclute donna.

Prima di arrivare ad Ascoli questa  questa mattina Salvatore è passato per Roma dove ha ritirato la sua Renault Scenic sequestrata alcuni giorni fa dai Ris per effettuare degli esami scientifici. Si cercavano tracce di sangue, che potrebbero appartenere sia all’amante Ludovica, con il quale il caporal maggiore avrebbe avuto dei rapporti sessuali in auto, ma sia, e questo sarebbe più grave per la sua posizione, a Melania Rea.

La donna è stata uccisa il 18 aprile da diverse coltellate, molto probabilmente al bosco delle casermette, luogo in cui è stata poi ritrovata due giorni dopo. Una cosa è sicura: che l’assassino si è macchiato di sangue nella colluttazione. La Procura ha composto tutto il quadro accusatorio nei confronti di Parolisi sulla base di molti indizi. Se fosse stato lui a uccidere la povera Melania, avrebbe anche potuto lasciare macchie di sangue una volta rientrato nel mezzo, oppure nel portabagagli con i vestiti nascosti lì magari dopo essersi cambiato. Appare strano soltanto il fatto che il sequestro della vettura da parte dei Ris sia avvenuto soltanto dopo oltre due mesi di indagini, anche se l’auto aveva già in precedenza subito una perlustrazione. Forse sono stati ritenuti necessari ulteriori esami.

Intanto Parolisi potrebbe essere arrestato in settimana, perfino nelle prossime ore, se il Gip di Ascoli accoglierà la richiesta della Procura. Il giudice Carlo Calvaresi ha passato al setaccio le 88 pagine del fascicolo depositato dagli inquirenti. Non sarà facile prendere una decisione, pesano molti fattori.Potrebbe anche essere chiesto un supplemento di indagini.

Intanto emergono nuove indiscrezioni dalla relazione finale dell’autopsia. Si è detto che sotto l’unghia dell’anulare sinistro della mano di Melania è stato trovato del Dna femminile. La cosa ha fatto esultare la difesa del caporal maggiore. Gli avvocati Gentile e Biscotti sostengono che tra Melania e Salvatore non ci sia stato alcun litigio, e che in base al dna trovato potrebbe essere stata anche una donna a commettere il delitto. Ma da altre deposizioni contenute nella relazione, emergerebbe anche che Melania aveva le unghie curate, e che quindi non avrebbe avuto modo di difendersi.

Se le tracce trovate sotto le unghie in un primo momento farebbe  pensare ad un tentativo di difesa, bisogna anche considerare che è proprio nelle zone più nascoste del corpo che queste rimangono  depositate per più termpo. Ciò significa quindi che il dna potrebbe appartenere a qualsiasi donna incontrata in qualsiasi momento precedente, magari in un luogo pubblico. Insomma le ipotesi da fare sono molte, certezze assolute non possono esserci. Verità più consistenti potrebbero invece essere arrivate dai riscontri del traffico telefonico, da quelli sul computer che salvatore usava per chattare utilizzando il social netxork Facebook, e dai tabulati che indicano che i cellulari di Malania e Salvatore agganciavano nello stesso momento la cella di Ripe di Civitella, proprio nelle ore in cui si  stava compiendo l’omicidio.

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