ASCOLI PICENO – Il Gip Carlo Calvaresi ha accolto la richiesta della Procura di Ascoli che ha accusato Salvatore Parolisi di omicidio aggravato da crudeltà e da vincoli di parentela. L’ordinanza emessa impone la custodia cautelare per pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato.

Salvatore Parolisi avrebbe agito da solo il diciotto aprile scorso, uccidendo Melania al Bosco delle Casermette in un orario che va dalle 14.10 alle 15 circa, e cioè entro un’ora dall’assunzione di caffè, evidentemente avvenuta poco prima che la coppia lasciasse l’abitazione di Folignano, secondo quanto ricostruito dal medico legale Tagliabracci nella sua relazione sull’autopsia. Mentre si consumava il delitto, la piccola figlia Vittoria era probabilmente rimasta in macchina a dormire, dato che i tre si erano mossi da Folignano per una gita a San Marco. E proprio a San Marco Salvatore si è poi recato a chiedere informazioni di Melania ai bar del pianoro, dove è stato visto soltanto intorno alle 15.30, non prima. L’ipotesi che i tre fossero in quella zona in precedenza, come sostenuto da Salvatore, non è mai stata confermata dai numerosi testimoni che in quell’orario si trovavano in quell’area e quindi non ha fin da subito convinto gli inquirenti.

Negli ambienti della Procura non sono state rilasciate dichiarazioni ma si respira comunque soddisfazione per come è stata condotta l’inchiesta. Un’inchiesta ancora aperta, va specificato, perchè sono ancora in corso alcuni accertamenti come quelli botanici e geologici. Si sta cercando di fare chiarezza su un eventuale concorso in omicidio, anche se l’ipotesi appare poco verosimile. Il dna ritrovato sotto le unghie è misto e si tratta di probabile contaminazione anche perchè altrimenti sarebbe stato trovato anche in altre parti del corpo. Solo in quel caso si potrebbe pensare che le tracce sarebbero rimaste nel corpo per contatti non casuali.

Fin da subito abbiamo indagato a 360 gradi senza seguire una via maestra ma lasciando aperte tutte le ipotesi – afferma una fonte investigativa – solo più tardi il cerchio si è ristretto, fino ad arrivare all’iscrizione di Parolisi nel registro degli indagati”.

“Salvatore Parolisi ha agito con una ferocia e una violenza veramente incredibili – ha affermato invece il colonnello Alessandro Patrizio nel corso di un incontro con la stampa – Gli accertamenti arrivati nel tempo e soprattutto la perizia del medico legale hanno giorno dopo giorno avvalorato le nostre convizioni – ha spiegato – Al momento non siamo ancora in grado di dire se ci sia stata premeditazione ma la sensazione è che sia stato un delitto d’impeto. Abbiamo la certezza scientifica che l’omicidio sia stato compiuto a Ripe di Civitella (e questo comporterà il passaggio del fascicolo a Teramo, ndr) e che la morte sia avvenuta in un tempo abbastanza breve non a causa di un  preciso taglio ma dall’insieme di essi”.

Verosimile anche l’ipotesi che Salvatore Parolisi sia tornato sul luogo del delitto, non molte ore prima del ritrovamento del cadavere, avvenuto il 20 aprile, per tentare di ricostruire la scena del delitto nel tentativo di depistare le indagini. “Ci sono diversi elementi che avvalorano questa ipotesi. Oltre ai tagli post mortem inflitti sul corpo della donna – spiega ancora Patrizio – abbiamo un quadro abbastanza preciso degli spostamenti del caporal maggiore nei giorni successivi alla denuncia della scomparsa”. Anche in questa seconda azione di Parolisi non sembrano esserci state coperture da parte di altri soggetti che farebbero pensare ad un concorso per vilipendio di cadavere ma sono ancora in corso accertamenti.

L’arma del delitto, un coltello di piccole dimensioni, non è stata mai trovata. Il possesso di un’arma da taglio di queste misure non presuppone di per sè una premeditazione perchè è comunque prassi comune tra i militari averne una dietro.

Il movente dell’omicidio sarebbe da rintracciare nel rapporto extraconiugale con la soldatessa Ludovica. Una storia importante dato che Salvatore avrebbe dovuto conoscere i genitori di lei in un incontro che doveva avvenire pochi giorni prima di Pasqua in una località al confine tra il Lazio e la Campania. Salvatore contattava Ludovica frequentemente sia utilizzando un telefonino cellulare segreto, sia attraverso il social network di Facebook,  e alcuni messaggi cancellati il giorno dopo la scomparsa di Melania sono stati rintracciati grazie ad una rogatoria internazionale che ha permesso alla magistratura di far eseguire appositi controlli in California. La relazione avrebbe scatenato una forte lite con Melania. La donna, che sapeva della storia ma la credeva terminata da tempo, potrebbe aver scoperto che invece la relazione era ancora in piedi e da sarebbe scaturita la furibonda lite, poi degenerata.

Ora cosa accadrà? Il Gip dovrà procedere all’interrogatorio di garanzia entro sette giorni, ma questo con ogni probabilità avverrà già mercoledì al carcere di Marino del Tronto dove Salvatore è stato trasportato in tarda mattinata dopo aver sbrigato alcune formalità presso la caserma dei Carabinieri. Nell’ordinanza emessa dal Gip, che ha accolto tutte le richieste dei Pm racchiuse in un faldone di 88 pagine, dovrebbe esserci anche la dichiarazione di non competenza  e quindi la decisione di trasferimento alla Procura di Teramo che avrà 20 giorni di tempo per convalidare quanto già decretato ad Ascoli.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.468 volte, 1 oggi)