ASCOLI PICENO – Niente sconti. La Commissione Disciplinare della Figc ha accolto quasi totalmente le richieste del Procuratore federale riguardanti l’Ascoli Calcio e relative all’inchiesta sul calcioscommesse: 6 punti e 50.000 euro di ammenda, questa la sentenza di primo grado resa ufficiale nel pomeriggio di martedì. Solo, dunque, uno sconto sull’ammenda da pagare, visto che la richiesta dell’accusa era di 90.000 euro.

Piena conferma, invece, da parte della Commissione presieduta da Sergio Artico, delle richieste fatte dall’accusa rappresentata da Stefano Palazzi relative ai punti di penalizzazione, accusa che si basava sulla responsabilità oggettiva della società nei confronti dei tesserati Sommese e Micolucci. Immaginiamo quindi che la società di Corso Vittorio Emanuele darà  mandato alla propria difesa di preparare il ricorso in appello presso la Corte di Giustizia federale, dato che il tempo per lavorarci sopra è scarno: appena cinque giorni.

Sono state, quindi, in parte screditate tutte le indiscrezioni della lunga vigilia (la sentenza, da lunedì è scivolata alle 12 di martedì, per poi uscire due ore e mezza più tardi) che facevano pensare ad un forte sconto per le società, con, al contrario, una sostanziale conferma della linea dura per i tesserati. Riguardo Vincenzo Sommese, l’unico tesserato dell’Ascoli ancora in attesa di giudizio (Micolucci aveva chiesto il patteggiamento, ottenendo come conseguenza una pena ridotta a 14 mesi), all’ex capitano è stata sostanzialmente confermata la richiesta (5 anni di squalifica, più preclusione), senza i due anni in continuazione.

L’avvocato Proietti, dunque, avrà tempo fino al 14 agosto per preparare la sua difesa, mentre il secondo grado della giustizia sportiva dovrebbe arrivare intorno al 17 agosto.

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