ASCOLI PICENO – Continui furti di denaro presso il Centro Salus Ambulatorio Piceno di Fisiokinesiterapia in via Palestro, le indagini di Polizia in collaborazione con la Vigile Picena permettono di arrestare il ladro colto in flagrante, il 58enne ascolano Alessandro Amici, marito della titolare ucraina dell’impresa di pulizie che fino al giugno scorso puliva i locali del centro.
Di seguito la ricostruzione ufficiale diramata in una nota dalla Questura.

A fine luglio l’amministratore della società “Centro Salus” denunciava in Questura dei continui ammanchi dalla cassa dell’attività di fisioterapia. In particolare, dopo un accurato esame delle entrate e dei riscontri contabili, risultava un ammanco totale di circa 45.000 euro, denaro sparito dalla cassa dell’attività probabilmente nel corso degli ultimi 12/15 mesi.

Iniziava quindi qualche giorno addietro un rendiconto per controllare il denaro in cassa ed i relativi incassi e pagamenti, compresi i versamenti bancari. Veniva constatato che gli ammanchi di denaro avvenivano nelle ore di chiusura dell’attività quando i soldi si trovavano depositati all’interno di un armadio blindato la cui chiave veniva custodita nello stesso centro fisioterapico ma occultata in un cassetto piuttosto che in un armadietto e sempre a vista nelle ore diurne.
Il denaro veniva lasciato all’interno di un armadio blindato posto in un locale del centro adibito ad ufficio. La chiave dell’armadio veniva sempre lasciata all’interno del centro e riposta in uno degli altri armadietti o all’interno di uno dei cassetti presenti nello stesso locale e di questo sono a conoscenza solo gli altri soci ma non il personale che lavora presso il centro. I locali, in tutte le occasione in cui sono stati riscontrati gli ammanchi di denaro sono stati regolarmente chiusi a chiave, senza mai riscontrare successivamente nessun segno di forzatura sulle porte del centro stesso e tanto meno sull’armadio blindato.

Nella serata del 15 luglio veniva lasciata in deposito nell’armadio blindato una somma di 208 euro e lunedì 19, all’atto della riapertura dell’attività, si constatava che ne erano spariti 81.

Il 29 luglio, prima della chiusura del centro, veniva riposta nell’armadio blindato la somma di 316 euro ma il giorno seguente veniva accertato da uno dei soci del centro che dall’interno dell’armadio blindato ne mancavano 70.

La Squadra Mobile ha avviato le attività investigative ipotizzando che il ladro fosse, ovviamente, in possesso delle chiavi dei locali e dell’armadio blindato, e che fosse solito introdursi nei periodi di chiusura del centro per impossessarsi solo di una parte degli incassi, al fine di non destare sospetti e di evitare che le piccole, ma continue ruberie, fossero palesi e quindi scoperte.

Nel contempo, prima di posizionare delle telecamere nascoste all’interno dei locali, essendo frequenti gli ammanchi anche a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, la Polizia ha attuato degli appostamenti all’interno dei locali del centro, in collaborazione con personale dell’Istituto di vigilanza “Vigile Picena”, per constatare se nella serata/nottata qualcuno si introducesse all’interno per perpetrare il furto e ha depositato regolarmente nell’armadio blindato il denaro in cassa che ammontava ad € 170,00

Alle ore 22:41 dell’1 agosto, le Guardie Particolari Giurate segnalavano l’ingresso di un uomo agli agenti della Mobile appostati in una sala ambulatorio per le terapie; l’uomo girava la serratura della porta d’ingresso e, senza accendere le luci, percorreva l’ingresso principale e l’androne, immettendosi nel corridoio, denotando una familiare conoscenza dei luoghi; entrava poi nella reception e, attraverso una porta interna, nell’ufficio amministrativo dove, nell’angolo destro nascosto dietro degli scaffali, risultava ubicato l’armadio blindato contenente gli incassi. Gli operatori notavano distintamente il soggetto aprire l’armadio blindato con le chiavi e, facendo luce con il monitor del proprio cellulare, prelevare un qualcosa per riporlo in tasca. A questo punto, stante l’evidenza dei fatti, venivano prontamente accese le luci e bloccato l’uomo, che sorpreso non accennava alla benché minima reazione.

Dalla propria tasca, l’uomo consegnava agli agenti di Polizia la somma di 70 euro nonchè un mazzo di chiavi con 5 chiavi da lui utilizzate per introdursi all’interno del “Centro Salus”. Le chiavi consegnate dal ladro risultavano aprire le porte d’ingresso del Centro e l’armadio blindato, compreso il cancello di accesso al cortile antistante l’ambulatorio. Le chiavi venivano sottoposte a sequestro, mentre le banconote venivano restituite all’avente diritto.

Le indagini permettevano di stabilire che la moglie dell’arrestato, ucraina del 1961, è la titolare dell’impresa di pulizie che fino al mese di giugno aveva effettuato presso il Centro Salus la pulizia dei locali e quindi all’epoca in possesso delle chiavi di accesso che erano state riconsegnate alla proprietà al termine del rapporto di lavoro. Questo particolare, visto che l’arrestato collabora con la moglie nell’impresa di pulizie, spiega il possesso da parte dell’arrestato di copia delle chiavi per accedere al centro fisioterapico, sicuramente fatte nel periodo in cui l’impresa della moglie effettuava le pulizie, come pure copia della chiave dell’armadio blindato che certamente aveva trovato all’interno dei locali del centro stesso. L’arrestato si chiama Alessandro Amici,

Alessandro Amici risulta avere precedenti di polizia per estorsione nel 2001 e furto commesso molti anni addietro.

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