ASCOLI PICENO – Alla vigilia della sfida di Coppa Italia Cesena-Ascoli, segnaliamo, a seguito di numerose esortazioni, un incredibile disservizio legato alla vendita dei biglietti. Coloro i quali, infatti, avessero sottoscritto la tessera del tifoso (Picus Card per l’Ascoli) solo da qualche giorno, nonostante venisse presentata necessaria e sufficiente per seguire le gare esterne della propria squadra del cuore, non hanno potuto essere tra i tifosi presenti allo stadio di Serravalle a seguire Di Donato e compagni. Non solo, ma se niente cambierà, non potranno neanche essere presenti a Gubbio per la prima trasferta di campionato e così in numerose altre trasferte. Il perché? E’ uno degli interrogativi minori, visto che il problema maggiore resta scoprire di chi è la colpa. Seguiamo, come esempio, la cronologia e il percorso di alcuni tifosi, tra le tante segnalazioni avute.

Una volta recati, nel pomeriggio di sabato al centro sportivo ‘Città di Ascoli’ per fare la Picus Card (uno dei due punti adibiti, l’altro è la sede della società bianconera), i nostri supporters, una volta rilasciati i propri dati personali, firmati i documenti e scattata la fototessera, venivano congedati con in mano dei fogli, i quali, fatti passare per sostitutivi della stessa tessera del tifoso, erano a detta loro sufficienti per poter comprare il biglietto della gara, dato che la tessera sarebbe arrivata soltanto dopo due di mesi circa, il tempo alle forze dell’ordine di controllare i dati.

Così, dal ‘Città di Ascoli’ i nostri tifosi si sono spostati al vicino centro commerciale ‘Al Battente’, anche qui uno dei due punti vendita a disposizione. L’altro è il ‘Caffè Del Duca’ in prossimità dello stadio. Ed ecco la prima sorpresa: dall’addetto al banco della biglietteria ‘I.C.S.’ si veniva a sapere che non era possibile stampare i tagliandi, per non si sa quale motivo. A questo punto non rimane che l’altro ed ultimo punto vendita.

Una volta entrati, i nostri tifosi presentavano i fogli spacciati come sostitutivi e rilasciati in sede di firma della tessera, ma, con grande stupore, il rivenditore rispondeva che ciò non bastava e non era possibile, per chi si trovasse nelle stesse condizioni, e in quel momento nello stesso bar ce n’erano diversi, a comprare il biglietto per il settore ospiti. Motivo? La Questura avrebbe dato ordini precisi: occorre la tessera del tifoso effettiva, compresa di codice personalizzato, caratteristica di cui i fogli rilasciati sono privi.

Avendo già inquadrato la complessità del circuito, abbiamo chiesto, sempre nel pomeriggio di sabato, informazioni alla Questura, ma i funzionari capaci di risponderci erano assenti. Quindi, essendo la sede dell’Ascoli Calcio chiusa, così come il centro sportivo ‘Città di Ascoli’, abbiamo interpellato senza successo l’ufficio stampa bianconero, dato che (come dargli torto?) la biglietteria non è un settore di sua competenza. A questo punto abbiamo chiesto informazioni all’ufficio stampa del Cesena, responsabile dell’evento e di conseguenza della vendita dei biglietti. Questi, non solo ci ha spiegato che il perché è, come sospettato, da ricercare nelle motivazioni della Questura, ma ci ha soprattutto rivelato che nella loro città l’0rganizzazione è diversa: nei famosi fogli sostitutivi c’è il codice della tessera, ed è dunque possibile acquistare i biglietti per la trasferta della propria squadra.

Non resta che aggiornare del problema nei prossimi giorni, quando, sentite tutte le ‘campane’, proveremo a trovare il bandolo della matassa e avere risposte in tempo per la trasferta in terra umbra.

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