ASCOLI PICENO – Con “quella faccia un po’ così e quell’espressione un po’ così” si è presentato sabato sera alle 21.30, puntuale, Paolo Conte. E’ uscito dal Palazzo dei Capitani, che lo ha ospitato nella sua breve permanenza ascolana, ed è salito sul palco, acclamatissimo dagli oltre 2500 fan provenienti da diverse parti d’Italia.

Quello di Conte, infatti, ha rappresentato un evento unico viste le poche date estive italiane del settantaquattrenne artista astigiano, ed è arrivato a coronare una programmazione sicuramente di buon livello per Piazza del Popolo dopo i concerti di Giovanni Allevi e Franco Battiato, e la lirica di Verdi con l’ottimo allestimento dell’ “Otello”.

Il salotto buono ascolano può vantarsi quindi di aver accolto alcuni tra gli artisti italiani più apprezzati all’estero. Conte, in particolare, dopo aver toccato le principali capitali europee e mondiali, nelle prossime settimane sarà a Torino e Varese e poi in Olanda, a Rotterdam, Amsterdam e Eindhoven, per continuare il tour che promuove l’ultimo album “Nelson”, titolo che prende il nome dal suo cane scomparso da un paio di anni. “Il rapporto con un cane è qualcosa di speciale che è dentro l’uomo da sempre, forse ancor prima della nostra nascita” – ha spiegato l’autore di brani famosissimi come Via con me e Bartali. Conte ha iniziato  la propria carriera di cantante verso la metà degli anni 70. In precedenza aveva “snocciolato” autentici capolavori famosissimi in tutto il mondo per altri interpreti come Azzurro per Adriano Celentano, Insieme a te non ci sto più per Caterina Caselli,  Mexico e nuvole per Enzo Jannacci.

A Piazza del Popolo Paolo lo “Chansonnier dei due Mondi” ha iniziato il concerto con  Cuanta Pasiòn, proseguendo poi con le sempre emozionanti  Sotto le stelle del JazzAlle prese con una verde Milonga e alcuni brani degli ultimi album. Nuovo arrangiamento per Bartali, poi altri immancabili capolavori come Diavolo Rosso,  Gli impermeabili e Via con me. Un’ora e trenta minuti esatti  di concerto sono stati sufficenti a stabilire un intimo e profondo legame tra il fedelissimo pubblico e l’artista, accompagnato come sempre da musicisti di raro valore artistico. Chiusura con L’orchestrina e la “samba di provincia”  Sijmadicandhapajiee.  Uno spettacolo di primissimo livello, sublimato ancor più dallo straordinario scenario offerto dalla meravigliosa piazza ascolana.

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