SPINETOLI – Una Provincia che si regga su tre gambe: il capoluogo, Ascoli Piceno, la città del turismo e del commercio, San Benedetto, e il polo centrale della Vallata del Tronto. Questo è il sunto del pensiero di Emidio Mandozzi, capogruppo del Partito Democratico in Provincia e, in passato, sindaco di Spinetoli, città che tra le altre diedero vita all’attuale Unione dei Comuni della Vallata del Tronto: “Ma occorre mettere da parte le residue velleità campanilistiche” scrive Mandozzi.

“La manovra finanziaria, attraverso i tagli, vuole ridisegnare i confini ed i servizi delle autonomie locali. Ad oggi, dopo due (tentativi) di manovra, ma non credo che quella riscritta ad Arcore lunedì scorso sia veramente l’ultima, risulta chiaro che il Piceno verrà coinvolto. Una risposta concreta la si può dare attraverso l’Unione dei Comuni della Vallata, una realtà già oggi di oltre 30 mila abitanti, ovvero la terza città della provincia di Ascoli, da tramutare in un nuovo ente locale, per altro previsto dalla legge – si legge nella nota – L’Unione dei Comuni dovrebbe avere il coraggio e la lungimiranza, anche e soprattutto politica, di allargare i propri orizzonti e confini anche ad altri Comuni, penso ad esempio a Folignano, Maltignano, Monsampolo e Monteprandone, dando vita ad una vera città-territorio (riprendendo un mio vecchio ma non certo obsoleto progetto politico) di 60 mila abitanti, in grado di porre in essere valide politiche sociali, urbanistiche ed in grado, a mio avviso, anche di dare un calcio alla crisi economica che sta dilaniando il Piceno, attraverso l’introduzione di economie di scala che farebbero ridurre i costi della politica e financo degli enti locali”.

“Non affermo nulla di nuovo – continua – se si pensa che nel lontano 1995 si diede allora vita all’Associazione dei Comuni della Vallata, con Spinetoli capofila, pietra miliare di quello che è poi stato negli anni lo sviluppo della media Vallata del Tronto – prima dell’avvento degli Ambiti Territoriali di Coordinamento emanati dalla Regione Marche – in termini di servizi sociali efficienti ed in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini, che, insieme a politiche di aiuto alle famiglie, di fatto hanno contribuito ad innalzare il livello della qualità della vita, una condizione oggettiva questa, riconosciuta da tutti, tanto che oggi la Vallata continua nel suo trend di crescita residenziale. Una riprova di quando la volontà politica e la lungimiranza amministrativa si mettono a disposizione dei bisogni della gente, senza gravare su di essa”.

“Propongo con forza (perché fermamente convinto del fatto che possa essere una strada, se non l’unica, per uscire fuori dal guado) il suo allargamento ai Comuni di Folignano, Maltignano, Monsampolo e Monteprandone: una nuova realtà che, . Inutile infatti nascondersi dietro ad un dito: gli enti locali sono chiamati ad una razionalizzazione delle risorse ed a tagli notevoli da una politica economica del Governo che, nella sua evanescenza, rischia di fare molti danni al tessuto sociale dei nostri Comuni, che se vorranno continuare ad erogare servizi ai cittadini dovranno giocoforza aumentare le tasse. Con una minima razionalizzazione delle risorse, beneficiando di economie di scala rispetto al funzionamento della macchina amministrativa e dando un taglio ai costi della politica (anche se per i nostri enti locali non è che sia poi così esosa…), si potrebbe non solo ovviare positivamente alla soppressione (che verrà) della Provincia e dei Comuni più piccoli, ma si darebbe il via ad una nuova stagione dove gli enti locali più vicini ai cittadini potranno dimostrare, se politicamente lungimiranti, che l’Unione dei Comuni è una risorsa per tutti. Io ne sono convinto, così come, e ne sono molto felice, mi sembrano convinti diversi sindaci, ad iniziare da Castel di Lama ed Offida, con Patrizia Rossini e Valerio Lucciarini che lungimiranti lo sono da tempo” termina Mandozzi.

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