ASCOLI PICENO – Non capita tutti i giorni che un politico di centrodestra si esprima in maniera  troppo favorevole verso la sanità pubblica, difendendola dagli assalti di quella privata, auspicando che per evitare che la seconda sopravvalga  è necessario che la prima si rafforzi.

“La mia linea – afferma il sindaco di Ascoli Guido Castelli – è che ad essere forte debba essere la sanità pubblica e, in quanto tale, capace di un rapporto razionale con quella privata”.

Il commento arriva dopo la notizia dell’installazione di una Pet in una struttura privata di San Benedetto. Notizia accolta con polemica da parte del primo cittadino ascolano che vorrebbe lo stesso servizio anche nelle strutture pubbliche del piceno.  “Non si tratta (per il momento) di una macchinario convenzionato con il servizio sanitario regionale – dice Castelli –  ma la notizia desta qualche perplessità e molte preoccupazioni. Da circa un anno, infatti, la Regione si era impegnata con il Comune di Ascoli Piceno per l’istallazione di una Pet, prima mobile poi stabile, nel nostro territorio che ne è sprovvisto”.

La Pet è un servizio di diagnostica delle masse tumorali in uno stato ancora precoce.

Per Castelli l’investimento è possibile anche grazie all’incasso da parte dell’Asur di 2,5 milioni dopo la vendita della struttura del  vecchio ospedale. “Da allora un silenzio assordante ha circondato la vicenda della Pet ascolana nonostante l’enorme utilità che questa strumentazione diagnostica presenta. Utilità e convenienza se è vero che la Pet operante a Macerata ha una lista di attesa lunghissima (molti pazienti sono dovuti emigrare in Umbria) e se si pensa che la regione Abruzzo ne è sprovvista”.

In definitiva la Pet ad Ascoli potrebbe portare molto denaro alla sanità pubblica consentendo di attrarre una moltitudine di pazienti dal teramano e dall’intera regione Abruzzo. E allora perché non avviene e si consente al privato di beneficiare di una situazione così favorevole?”.

Ma sulla questione interviene, da noi contattato, Antonio Canzian, assessore regionale con delega al Piceno. “Non sono al corrente di che tipo di impianto sia quello installato a San Benedetto, – dice Canzian – ma non credo che ci sia niente che va in contrasto con quello che stiamo portando avanti noi per Ascoli. Stiamo rispettando i tempi e gli impegni presi. Come il governatore Spacca ha ribadito nel suo intervento ad Ascoli prima dell’estate, il bando di gara per la Pet verrà pubblicato a Settembre. Poi crediamo che entro due mesi si potrà avere il servizio mobile al Mazzoni, tempi tecnici permettendo”.

Dunque nessun silenzio assordante da parte della Regione, almeno stando a quanto dichiarato da Canzian, il quale aggiunge anche che a Palazzo Raffaello si stanno muovendo passi importanti anche per la costituzione dell’Azienda Ospedaliera. “Propedeutica a questa cosa deve essere la creazione dell’Area Vasta, e in questa direzione stiamo rispettando i tempi previsti; già entro il mese procederemo alla nomina del direttore. Una volta creata l’Area Vasta inizieremo a muovere i passi per l’Azienda Ospedaliera picena”.

Tornando alla Pet, Canzian spiega che “il servizio mobile pensato per il Mazzoni prevede l’utilizzo del macchinario un giorno alla settimana, nel quale si potranno concentrare circa otto esami”. Per quello che riguarda i costi siamo intorno ai 500 mila euro all’anno. “Contiamo anche – conclude l’assessore – di poter avere  nel giro di un anno e mezzo, massimo due, l’installazione della Pet fissa, sempre una volta che sarà predisposto lo spazio necessario al Mazzoni”.

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