ASCOLI PICENO – La pubblica amministrazione non è più sola (e non c’è di che rallegrarsi): ora al vertice dei cattivi pagatori viene affiancata da privati, imprese e fornitori.

“Lavori oggi e se tutto va bene ti pagano tra tre mesi. E se qualcosa va storto e non ti pagano, ti rivolgi al tribunale ed ecco che per vedere quei soldi si fanno sempre più lunghi, devi attendere anche anni. Le imprese sono in affanno. E a quel punto, o hai le spalle larghe oppure tiri giù la serranda e mandi tutti a casa”: commenta così Roberto Corradetti, direttore della Confapi di Ascoli Piceno sui ritardi di pagamento.

“Per il saldo di una fattura occorrono in media 93 giorni – continua il presidente – Se dalla metà del 2009 nel resto d’Europa i tempi medi di pagamento della pubblica amministrazione si sono accorciati, in Italia si è assistito al fenomeno opposto, al punto che oggi i fornitori di beni e servizi devono attendere fino a 186 giorni per incassare, contro i 63 della media europea“.

Sembra che all’orizzonte non s’intravedano scorciatoie in quanto, a detta di Corradetti, le aziende non hanno alcuna intenzione di fare pressioni per non perdere la clientela. Quale dunque la sciagura minore? Nel frattempo il malcostume resta direttamente proporzionale all’aumentare dei giorni.

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