ASCOLI PICENO – Mentre l’amministrazione continua ad illustrare i progetti previsti dal Contratto di Quartiere sottoscritto per Monticelli, con una serie di interventi realizzati grazie ad investimenti pubblici e privati per un totale di 45 milioni, il partito democratico contesta in toto le scelte fatte da sindaco e Giunta comunale per il quartiere più popoloso di Ascoli. Dodici mila abitanti che rappresentano oltre un quinto della popolazione totale del Comune di Ascoli.

In merito riceviamo e di seguito pubblichiamo integralmente il lungo comunicato scritto dai consiglieri del Pd Bastiani, Bellini e Corradetti.

Il sindaco Castelli come  già chi lo ha preceduto, seguita a fare riunioni per far vedere ai cittadini i loro miracoli il nuovo volto del  quartiere di Monticelli e annunciare la rinascita  del quartiere .

Per la verità Monticelli rappresenta la parte nuova della città e ancora non completata nelle strutture di aggregazione sociale, gli spazi per gli anziani e per i giovani, o piazze che non siano freddi parcheggi senza alberi e verde ma spazi per incontrarsi e stare insieme.

Un quartiere, dunque, che non ha terminato di nascere e non certamente da riqualificare, con problematiche ancora colpevolmente aperte, mai risolte, e che questo programma  non risolve ma aggrava irrimediabilmente.

Il Contratto di Quartiere è carente, ad essere clementi, sul piano infrastrutturale e non affronta minimamente la vera piaga del quartiere: la viabilità e il traffico, anzi, l’addensamento dei fabbricati previsti va ad aggravare la situazione attuale. Il primo problema da risolvere era l’eliminazione del  traffico di scorrimento e cioè di coloro che non abitano a Monticelli  ma debbono transitarci per raggiungere l’Ascoli-Mare o la Salaria e che oggi sovraccaricano l’asse centrale .

La soluzione individuata  di  spostare il traffico proveniente dallo stadio con un ponte, che da Croce di Tolignano passa alla zona industriale di Castagneti, saltando completamente il quartiere di Monticelli è sensata e doveva essere finanziata come priorità, prima di ogni ulteriore cementificazione del quartiere. Per adesso vediamo solo buffe rotonde, improponibili sul piano progettuale, che  forse hanno reso più scorrevole il traffico di chi non abita nel quartiere ma certo più difficile ai residenti l’attraversamento pedonale dell’asse, isolando ancora di più gli abitanti soprastrada da quelli sottostrada.

Questi e non altri dovevano essere i problemi da risolvere prioritariamente prima di andare a cementificare ulteriormente la zona; questi e non altri erano i problemi che i privati che andranno a speculare sul quartiere dovevano risolvere e solo questo era il prezzo che dovevano pagare in cambio dei loro affari.

Invece aggiungendo altri 77.600 metri cubi di fabbricati, di abitazioni,di strutture direzionali e  commerciali, verrà compromessa definitivamente la vivibilità del quartiere e l’asse centrale nato come strada interna del quartiere, con le abitazioni a solo tre metri dall’asfalto sarà ancora più densamente frequentato costringendo le famiglie, che con tanti sacrifici hanno acquistato un appartamento, a tenere le finestre sigillate, come già avviene, anche in piena estate, per evitare di venire asfissiati.

Il sindaco Celani a suo tempo si è ben guardato da coinvolgere i cittadini nell’elaborazione del Contratto di Quartiere come è previsto, peraltro, dal D.M. 27/12/2001 art. 2 comma 2 (concertazione). E anche stavolta alla partecipazione dei cittadini si è preferito il metodo degli annunci e degli spot.

Sempre nel Contratto è previsto un aumento del livello occupazionale stabile che in questa fase della vita cittadina appare elemento determinante; non una parola su ciò, e rimane il ragionevole dubbio che il tutto si ridurrà ad utilizzare i soldi pubblici  per la solita speculazione edilizia. Un film già visto da queste parti. Il complesso Mc Donald nato in variante al posto di verde e parcheggi oggi centro commerciale, l’ex capannone della ditta edile Orsini divenuto magicamente istituto di credito per un condono che grida vendetta e che oggi ha permesso agli attuali proprietari, in cambio di una parziale demolizione per completare via dei Platani, una moltiplicazione ulteriore di cubatura per abitazioni da una parte e direzionale e commerciale dall’altra.

L’aspetto singolare di questo progetto è che alcune di  quelle poche opere a vantaggio del quartiere che riteniamo sicuramente  positive e che in esso sono presenti , al di fuori della pista ciclabile, sono già da tempo state realizzate e sono  funzionanti ed alcune hanno bisogno solo di manutenzione o di piccole migliorie.

Dunque cosa faranno i privati?

La realizzazione di struttura commerciale,  di residenze, uffici e foresterie da parte di  Gabrielli-Calcagni di fronte all’ospedale e che farà sparire l’ultimo spazio verde del quartiere al posto del quale sorgerà uno steccone di sei piani.

Nuovi edifici residenziali  da parte di Api-Dema in Tolignano per riempire un tratto non edificato all’ingresso del quartiere.

La ristrutturazione ed ampliamento della Casa di Cura S.Giuseppe con la realizzazione di un nuovo volume ove si insedierà una grande struttura per la riabilitazione privata, di cui il quartiere proprio non ne sentiva il bisogno dovendo già sopportare la presenza dell’Ospedale.

Nuovi edifici verranno realizzati inoltre intorno alla casa cantoniera e un centro per i malati di Alzheimer.

In questo contesto viene approvato anche un progetto per la realizzazione di un Centro Sociale e di aggregazione giovanile nella Parrocchia di  S.S. Simone e Giuda che però, guarda caso, non viene realizzato perché non vi sono fondi a disposizione nè risorse della parrocchia.

Si capisce in questo quadro perché nella nostra città il contratto di quartiere è stato realizzato  sulla città nuova e non su quella vecchia: lì, tanta cubatura sarebbe stata impossibile da realizzare!  Ma c’è di più: sempre non risolvendo il problema della viabilità con il ponte di cui nessuno più parla, Castelli si accinge a realizzare un nuovo quartiere nella zona Rendina  quindi nell’ultimo tratto di Monticelli rimasto indenne da cemento.

I consiglieri comunali e i membri della commissione urbanistica lo hanno appreso dalla televisione.

Non è stata presentata una variante urbanistica o un progetto a nessun livello.

L’urbanistica in questa città oramai da tempo si fa in questo modo, alla faccia dei bandi, dei project financing . Un costruttore proprietario di un area chiede che questa venga resa edificabile o di triplicarne la cubatura?   Si trova una giustificazione a questa operazione, magari la ristrutturazione una torre.  Poco di certo per la comunità, e forse nemmeno per tutti i costruttori; solo per qualcuno un po’ più fortunato!”

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