ASCOLI PICENO – L’assessore regionale al Commercio, Antonio Canzian, chiarisce la posizione della Regione Marche sulle deroghe domenicali e festive, a seguito dell’emanazione di alcune norme, da parte del governo nazionale, che stanno creando problemi interpretativi a livello locale.

“La materia degli orari e delle conseguenti deroghe, è di competenza residuale delle Regioni – afferma Canzian – La corte costituzionale, in una delle ultime sentenze, ha sancito proprio questo principio: gli orari non rientrano nella materia della tutela della concorrenza, ma del commercio, così come previsto dall’ articolo 117 della Costituzione ”.

L’assessore si chiede quale fosse l’obiettivo proposto dal governo: “Si è passati dalla liberalizzazione solo a favore dei comuni turistici e città d’arte, alla liberalizzazione per tutti i comuni, per poi ritornare di nuovo indietro. L’operazione, quantomeno confusa delle ultime disposizioni governative, è stata motivata come segno di massima liberalizzazione e strumento idoneo per avvicinarci all’Europa e, conseguentemente, favorire il consumo delle famiglie. Ma non è questa la strada idonea a far aumentare i consumi dei cittadini e far girare l’economia: servono ben e più importanti strumenti normativi strutturali finalizzati al lavoro, all’occupazione, alle imprese, alle famiglie. Inoltre sarebbe opportuno che si conoscesse quanti e quali Paesi europei applicano una deroga così selvaggia: non la Germania, sicuramente non la Francia, ne tantomeno alte nazioni occidentali”.

“Comunque – continua l’assessore – le disposizioni nazionali (che alcune Regioni, come la Toscana e la Liguria hanno già impugnato) prevedono, in via sperimentale (di durata non determinata) le deroghe domenicali e festive per i soli comuni turistici e città d’arte di cui all’elenco predisposto dalle Regioni. Inoltre fissa il termine del 1 gennaio 2012 per l’adeguamento”.

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