ASCOLI PICENO – La Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ha tratto in arresto questa mattina, su ordine del Gip di Ascoli, i fratelli Sandro e Nicola Sansoni di Ferrara, rispettivamente di 57 e 51 anni, con l’accusa di bancarotta fraudolenta aggravata.

Sono stati tracciati numerosi collegamenti e manovre illecite tra società in qualche modo riconducibili ai fratelli Sansoni,  titolari del noto Marchio di cosmesi professionale Jean Kleber, poi ceduto alla Vitawell che lo portò al crac.

L’operazione delle fiamme gialle denominata “Calice”, che si è sviluppata anche nelle città di Ferrara, Bologna e Milano, ha permesso  di effettuare diverse perquisizioni che hanno portato al sequestro di 25 marchi, di disponibilità finanziarie e di oltre 11 milioni di euro in immobili.

Sono indagate a piede libero altre 11 persone, 3 ascolani. Tra questi figurano l’imprenditore Mauro Scaramucci, all’epoca titolare del gruppo Vitawell.  Tra gli altri anche alcuni rappresentanti della società lussemburghese Fineco Capital S.p.A. e un nome “illustre”, quello dell’avvocato svizzero Fabrizio Pessina,  arrestato nel marzo 2009 a Milano nell’inchiesta per riciclaggio, false fatturazioni e truffa per la bonifica dell’area Montecity.

Le società sulle quali si sono concentrate le indagini sono la Jean Klebert S.p.A., prima nota come Casmetica Integrata s.r.l. e la J.Klebs, divenuta poi J.Holdings, fallite nel 2005 e nel 2007.

In particolare, le operazioni illecite consistevano nello “spogliare” le società fallite del maggior patrimonio posseduto, e cioè il marchio commerciale Jean Keblert, a condizioni economiche particolarmente svantaggiose.

Nel passaggio tra una società e l’altra, il patrimonio veniva fatto lievitare con obiettivo finale della quotazione in borsa.

Le indagini hanno permesso, attraverso l’analisi di molta documentazione reperita all’estero, di scoprire ingenti flussi di capitali tra diverse società operanti in Lussemburgo, Portogallo, Isole Vergini Britanniche, Cipro, Gibilterra, Bahamas utilizzando per lo più conti aperti nel Principato di Monaco.

I citati marchi sono tuttora utilizzati da un noto gruppo imprenditoriale con sede a Milano, nel quale lo stesso Sandro Sansoni ricopre un ruolo dirigenziale.

Le indagini continuano con l’obiettivo di individuare altri traffici e altre responsabilità.

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