ASCOLI PICENO – Non solo rapinatore dell’orologeria Marinucci, ma anche autore di un furto commesso presso la ditta Ne.Ma., che gestisce il mattatoio comunale di Ascoli: la Squadra Mobile, in esecuzione delle due ordinanze di custodia cautelare di Serafini e Antonio De Cesare, ha scoperto che quest’ultimo era autore del furto al mattatoio. Infatti, nella nottata di quel giorno De Cesare aveva fatto intrusione negli uffici del mattatoio, attraverso la forzatura della porta di ingresso, poi aveva fatto visita negli uffici della ditta suddetta, in quelli del veterinario, in quelli di proprietà dell’Associazione Paracadutisti e dell’Associazione Nazionale libera caccia.

Nel complesso aveva rubato: un bilancino di precisione, un televisore Lcd, tre pistole semiautomatiche disattivate (P38 – Luger – Mauser), una telecamera, due radio, una valigetta in alluminio. Fuggendo, ha lasciato sul posto un piede di porco ed arnesi atti allo scasso.

L’uomo, luripregiudicato ha diversi precedenti penali: il data 17 luglio 2011 è stato denunciato per tentato furto presso il Corpo Forestale dello Stato; il 1° agosto 2011 è stato denunciato dalla Squadra Mobile per ricettazione in quanto trovato a bordo di un camper rubato; in data 15 settembre 2011 è stato indagato per il furto presso l’abitazione del signor Enzo Bini, perpetrato la sera precedente, in quanto rilevati presso la camera da letto frammenti papillari di sue impronte, a seguito di accertamenti scientifici  del Gips di Ancona; ricettazione, furto, estorsione, possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli, evasione, danneggiamento, lesioni personali, minaccia, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, porto abusivo di arma; evasione dagli arresti domiciliari; ricettazione; possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli; furto in abitazione; condannato nel 2009 ad 1 anno e 8 mesi  per ricettazione dal Tribunale di Bari; condannato nel 2005 per furto aggravato dal Tribunale di Belluno; condannato nel 2005 per danneggiamento ed evasione dalla Corte Appello di L’Aquila; condannato nel 2005 per rapina e ricettazione dalla Corte d’Appello di Torino.

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