ASCOLI PICENO – Riceviamo e di seguito pubblichiamo integralmente la nota della sezione locale di Legambiente in merito ad alcuni lavori di manutenzione nel bosco effettuati sotto all’eremo di San Marco.

Nel corso del sopralluogo da noi effettuato, in base alle segnalazioni di alcuni abitanti delle Piagge  abbiamo potuto riscontrare gli ingenti danni che l’intervento di “manutenzione” del castagneto dietro al cimitero delle Piagge ha provocato sul bosco. Tanto per cominciare, chi ha fatto l’intervento, che pure era autorizzato dalla Provincia, ha tagliato più alberi di quelli che erano stati segnati, è questo già è un fatto di una gravità inaudita. In secondo luogo, i pesanti mezzi cingolati utilizzati per portare via i tronchi hanno aperto nuove strade e letteralmente sbriciolato il delicatissimo travertino di cui è composto tutto il costone del Colle San Marco. Di fronte a danni di questa portata, il vantaggio economico derivante dallo sfruttamento del castagneto appare ben poca cosa. Pertanto chiederemo di valutare il danno ambientale subito dalla collettività in quella zona, con la distruzione di un ambiente naturale che non ha eguali in tutte le altre città delle Marche, e che adesso risulta compromesso. Infatti il bosco che si deve attraversare per giungere all’Eremo di San Marco, uno dei più belli d’Europa, percorrendo l’antica mulattiera, rappresenta una sorta di biglietto da visita all’Eremo, è parte integrante del monumento stesso e del suo fascino. Adesso che i mezzi cingolati della ditta incaricata hanno realizzato una nuova strada che passa di fianco alla mulattiera, e che il bosco è stato spogliato di molti alberi di pregio come alcune querce secolari, l’effetto è completamente diverso. Tra l’altro adesso la mulattiera si trova ad essere recintata sia sul lato destro che sul lato sinistro, per cui lo storico sentiero che da millenni consente di andare all’Eremo e al pianoro di San Marco sembra più un percorso di guerra, una trincea delimitata dal filo spinato, che un’antica testimonianza storica. Chiediamo pertanto alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di vigilare affinché gli ascolani non vengano privati della possibilità di usufruire di questo splendido paesaggio che la Famiglia Sgariglia ha voluto donare a tutta la collettività. Anche la Provincia e il Comune avrebbero dovuto vigilare per impedire questo scempio, e ci auguriamo che, oltre alla diffida fatta dal Comune, ci siano provvedimenti ben più severi nei confronti dell’affittuario e della ditta che hanno agito in difformità rispetto all’autorizzazione. Ringraziamo la Forestale che ha bloccato i lavori quando ha potuto constatare il danno.

Mariolina Massignani, Presidente dell’Archeoclub, che purtroppo ci ha lasciati, sarebbe insorta come una leonessa contro questa ennesima aggressione al suo amato Colle San Marco. Tocca a noi il compito di continuare la sua battaglia appassionata per salvaguardare questo patrimonio paesaggistico inestimabile, costantemente minacciato dalla speculazione e da interventi inadeguati”.

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