CASTEL DI LAMA – L’aria è tesa. E lo si capisce subito quando nella Sala Consiliare del Comune di Castel di Lama cominciano a fare il loro ingresso l’ingegnere Paolo Tartaglini, responsabile unico del Progetto Mezzina. Patrizia Rossini, sindaco di Castel di Lama e Simone Corradetti, Capogruppo del Pdl di Offida. Ma la coltre di tensione si infittisce quando chi, pur essendo stato invitato, quella soglia non la varca e non la varcherà mai, eludendo l’invito del Comitato Permanente delle Contrade Cabbiano e Valentino, in forza del suo presidente, la dottoressa Luana Lappa.

Tra i grandi assenti, dunque, alla riunione di venerdì sera alle 21 spicca il nome di Piero Celani Presidente della Provincia, l’ingegnere e direttore dei lavori Giuseppina Curti, l’assessore alle Infrastrutture per la Mobilità Pasquale Allevi, il sindaco di Offida Valerio Lucciarini (a letto con la febbre), il sindaco di Appignano Nazzarena Agostini,  ed elementi di spicco della Guardia forestale. E una di quelle sedie rimaste vuote viene occupata – a pieno titolo – dal Presidente del Comitato San Lazzaro Giovanni Stracci.

“Qui la politica non c’entra nulla – Tartaglini apre l’incontro con la comunità civile presente, dopo una rassegna fotografica dello stato della strada provinciale Mezzina  introdotto dalla dottoressa Lappa – tutto è passato in mano ai tecnici che stanno lavorando per la comunità. Stiamo ultimando il primo lotto e faremo di tutto per terminarlo entro l’8 dicembre”.  L’ingegnere  continua spiegando le problematiche tecniche incontrate durante l’esecuzione, e snocciola cifre relative ai lavori per il terzo stralcio (10 milioni di euro). Ma quando comincia ad affrontare argomenti che riguardano la messa in sicurezza di tutto il contesto, l’impeto della platea rompe gli argini e sfocia in un coro unanime di sdegno misto a rassegnazione: “Siamo esasperati”.

Le rivendicazioni dei cittadini presenti  – tra i quali una nutrita delegazione in rappresentanza delle Contrade Palazzi di Appignano e di Offida – sono chiare: la futura messa in sicurezza dell’arteria interessata, di quelle alternative che sono a rischio congestione ed incidenti, soprattutto nel periodo invernale. Chi risarcirà le attività che hanno subìto il colpo a causa di questa opera – che tra l’altro rischia addirittura di entrare nel registro nero delle tante opere incompiute d’Italia a causa, secondo l’ingegnere, della contingenza economica regionale e nazionale. Dichiarazione dello stesso  Responsabile del progetto che lascia tutti in preda al panico – e tempi di chiusura per il terzo lotto. E su quest’ultimo quesito Tartaglini risponde: “Stiamo facendo il possibile, ma prima di un anno non credo si possa terminare questi lavori”.

Sull’esecuzione dei lavori Giovanni Stracci mette in evidenza il mancato rispetto delle norme sottolineando, inoltre, l’enorme carico di responsabilità dell’ Amministrazione Provinciale e non certo dei tecnici che fanno il loro lavoro. Stracci fa riferimento alle molte lettere di protesta inviate, circa gli innumerevoli disagi arrecati ai cittadini soprattutto in relazione ad una segnaletica apposta totalmente inadeguata. E conclude: “Se si chiude il tratto di Contrada San Lazzaro stavolta succede il finimondo”.

Dopo gli innumerevoli interventi degli “indignati della Mezzina”, che rivendicano diritti e non solo doveri, la riunione volge al termine, ed in conclusione Patrizia Rossini congeda tutti fissando a breve un nuovo incontro con Tecnici e Politici direttamente impegnati nei lavori. In programma un nuovo incontro sul  Progetto esecutivo del terzo stralcio dopo la Conferenza dei Servizi e la messa in sicurezza delle strade alternative, ove circolano giornalmente più di quattro mila veicoli. Con l’auspicio dei cittadini presenti di ottenere maggiore attenzione da parte di chi venerdì sera non ha risposto alle domande della Comunità. Perché non c’era.

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