ASCOLI PICENO – Intervenuto come ospite alla trasmissione radiofonica ‘Il Bianco e il Nero’ di RadioStudio99, il notaio Nazzareno Cappelli, ex sindaco ed ex presidente bianconero, ha spiegato il suo punto di vista sulla situazione attuale, societaria e sportiva, dell’Ascoli Calcio.

“Io credo che poco possa fare il nuovo mister, né abbia grossa responsabilità il ds Polenta, che ad inizio mercato ha avuto ben precisi ordini di ottenere il massimo dalle entrate e di costruire il possibile”. Il notaio, che sabato ha assistito alla partita al ‘Del Duca’ affianco all’industriale Francesco Bellini, torna sulla famosa questione del gentleman agreement, il patto di riservatezza firmato tra Benigni e l’imprenditore italo-canadese sulle trattative, fallite, di compravendita della società, la cui scadenza sarebbe ormai prossima: “Io posso solo confermare che c’è stata una proposta che non è stata accettata. Ma, purtroppo, il mondo degli affari è fatto così. Credo, comunque, che a questo punto sia ininfluente conoscere i termini di trattative già chiuse. Torno, però, a ribadire quello che scrissi nella mia lettera a Benigni dello scorso maggio, quando lo invitai a mettersi da parte: è stata persa un’occasione“.

Poi, ricorda la sua esperienza da presidente dell’Ascoli, con qualche frecciata ai protagonisti di allora: “Nel ’99, prima di lasciare la carica, ricordo di non essere stato trattato bene da molti, ma questo non mi fa pentire di quello che ho fatto. La cosa che mi ha dato fastidio è che nell’anno della promozione in serie B (stagione 2001-2002, ndr), tutti salirono sul carro dei vincitori, anche quelli ai quali io avevo chiesto inutilmente aiuto. Tutti, salirono su quell’autobus nella festa salvezza, tranne me”. Infine, un ultimo messaggio riguardante il futuro della squadra: “Bisogna ragionare e costringere Benigni a parlare alla città e ai tifosi per spiegare la situazione”.

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