ASCOLI PICENO – Attesi, entro mercoledì 16 novembre, i limiti demografici minimi per la gestione associata delle funzioni dei piccoli comuni sulla base degli articoli 14 della legge 122/2010 e 16 della legge 148/2011. Se pur il termine di novembre non è considerato perentorio, l’eventuale ritardo determinerebbe solo ulteriori condizioni di difficoltà e incertezza per quei comuni che entro il 31 dicembre 2011 dovranno dare corso alla forzata e discussa gestione associata di almeno due funzioni fondamentali. Nelle Marche saranno 112 su 239 i comuni che dovranno procedere ad assicurate l’esercizio associato di almeno due funzioni fondamentali su sei previste entro la fine di questo anno.

Per tali motivi, il coordinatore dei piccoli comuni dell’anci Marche Roberto De Angelis, sindaco di Cossignano, chiede alla Regione Marche, con estrema urgenza, nelle more di un riordino del sistema territoriale regionale, di provvedere:

– ad abbassare il limite demografico di 10.000 abitanti ad almeno 5.000 abitanti per i comuni fuori dalle comunità montane e ad almeno 3.000 abitanti per i comuni appartenenti alle comunità montane (in alternativa 5.000 abitanti o il quadruplo del numero degli abitanti del comune demograficamente più piccolo tra quelli associati);

– ad abbassare da 5.000 a 3.000 abitanti (per i comuni fuori dalle comunità montane) e da 3.000 a 1.000 abitanti per i comuni appartenenti alle comunità montane, al fine di istituire le unioni di cui al comma 1 dell’articolo 16 legge 148/2011 (in alternativa ridurre del 50% i limiti demografici degli ambiti dimensionali ovvero da 5.000 a 2.500 e da 3.000 a 1.500 abitanti);

– a concedere, comunque, delle ragionevoli deroghe ai limiti imposti per quei comuni che dimostrano l’impossibilità di poterli transitoriamente perseguire.

Diversamente, secondo il coordinatore De Angelis, non potrà essere assicurato l’attuabilità e la funzionalità dell’esercizio associato delle funzioni, esponendo le piccole amministrazioni a nuove spese per tali cambiamenti oltre al rischio di produrre disservizi ed ingiuste responsabilità amministrative. Il coordinatore fa appello alla Regione affinché si possa facilitare le condizioni minime di attuazione delle disposizioni colmando le diverse lacune normative e si proceda a garantire la massima flessibilità organizzativa dei comuni, lasciando loro ampia facoltà di organizzare ed assicurare l’esercizio associato delle funzioni, tra comuni e comuni ed altre forme associative. Ritiene altrettanto importante che la Regione verifichi le eccezioni di incostituzionalità dell’articolo 16 al fine di sollevare il ricorso innanzi alla Corte Costituzionale.

Sempre dal coordinamento dell’Anci Marche, si chiede, altresì, di sostenere un programma formativo rivolto agli amministratori comunali, ai segretari comunali e responsabili della gestione dei comuni, al fine di approfondire gli aspetti legati alla gestione associata delle funzioni comunali nonché di istituire un’eventuale organo tecnico di consulenza che possa supportare gli stessi nelle prime fasi di applicazione delle disposizioni. A tal proposito si segnala l’attenzione della Provincia di Ascoli Piceno che ha organizzato per i prossimi 11 e 12 novembre un workshop formativo su “La gestione associata delle funzioni comunali: obblighi e metodologia di attuazione” al fine di fornire strumenti metodologici di analisi e di fattibilità di iniziative associative ad amministratori e dipendenti comunali.

L’auspicio del coordinamento regionale, in linea con il coordinamento nazionale, è che ci sia un tempestivo ripensamento dal Governo e dal Parlamento dell’intera materia delle gestioni associate delle funzioni comunali con la serietà che merita, quindi abrogazione tout court dell’articolo 16 e dell’obbligatorietà dell’esercizio associato delle funzioni. Per il coordinatore dei piccoli comuni anci Marche, è necessaria comunque una sospensione dei termini di attuazione o una proroga che preveda l’assicurazione, in via solo sperimentale, della gestione in forma associata di “servizi” e non delle “funzioni” fondamentali, idealmente dopo il 2014 ovvero dopo l’avvio del federalismo municipale ed il superamento delle incognite delle risorse, e l’approvazione, fortemente auspicata, della carta delle autonomie. Altrettanto importante è liberare assolutamente i comuni con meno 5 mila abitanti dall’obbligo di rispettare il patto di stabilità interno previsto, senza curarsi degli effetti collaterali, per il 2013.

In virtù di tutto ciò la Regione Marche, per il tramite dell’assessorato preposto agli enti locali, ha convocato un nuovo incontro con le presidenze dell’anci Marche e dell’uncem Marche per lunedì 14 novembre 2011.

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