Chiarimento. Prima dell’argomento che sto per trattare mi preme fare una precisazione. A volte in questa mia rubrica non appaiono Dis-Appunti riguardanti argomenti di attualità. Il motivo è questo: nelle tantissime “Lettere al Direttore” (i commenti), che mi arrivano giornalmente, vengo chiamato in causa con l’invito a rispondere. Nelle mie repliche mi capita spesso di esprimere pensieri che avrei voluto usare come Dis-Appunti. Dove evito di ripetermi con un “doppione” che diventerebbe noioso per il lettore. E’ questa una semplice comunicazione per avvisarvi che, da qualche tempo, c’è un’integrazione tra mie “repliche ai commenti” e la rubrica “Dis-Appunti”. Tutto qui.

Turismo. Da alcuni mesi Riviera Oggi sta lanciando input per far sì che il turismo della provincia di Ascoli Piceno venga trattato in modo uniforme sotto la sigla Piceno. Tanti addetti ai lavori, molti nostri lettori compresi, si sono dichiarati entusiasti della proposta e ci hanno comunicato la loro approvazione di un eventuale progetto. Cosa ci aspettavamo di conseguenza? Una cosa molto semplice e cioè (come ha ricordato recentemente il sambenedettese Piernicola Cocchiaro da Irvine in California dove vive con la famiglia) che le autorità comunali e provinciali del territorio piceno lanciassero alle cittadinanze un bando, 0 qualcosa di simile, per invitare società pubbliche o private a farsi avanti con progetti ad hoc. Quello scelto avrebbe dovuto avere il consenso definitivo in una grande assemblea provinciale nella quale i cittadini avrebbero potuto dare suggerimenti per migliorarlo ancora. Come succede negli Usa, vero Piernicola?

Non solo non è successo nulla di tutto questo ma, nei giorni scorsi, stava per essere approvato un progetto romano in soccorso al turismo della nostra provincia, ma sicuramente ispirato anonimamente da qualche indigeno (che ‘giustamente’ non esce mai allo scoperto) razziatore di idee, all’insaputa della popolazione picena ed anche (incredibilmente) di alcuni addetti ai lavori che avrebbero dovuto approvarlo, perché avvertiti (il progetto è datato 11 ottobre 2011!) soltanto qualche “istante” prima. Per fortuna, tra addetti al turismo nostrano, esistono persone candide che assimilerei ad un vecchio saggio che recita così: “quando si fa la popò sulla neve (che è candida) prima o poi si scopre“. Da non sottovalutare che il costo del pericolo scampato (almeno per ora) era (è) di circa 100 mila euro in tre anni. Niente male in tempi di crisi, tanto che ci piacerebbe capire che introiti in più avrebbe portato: per essere valido dovrebbe assicurare almeno un incremento valutabile intorno al milione di euro. O “gabbato lo santo” tutto sarebbe finito nel dimenticatoio nel classico stile italiano?

Un altro strano (ma mica tanto) particolare è che, alla decisione di approvazione del progetto, non partecipava il Consorzio Turistico che, lo dice la parola stessa, è nato per raggruppare soggetti (pubblici e privati come quelli del Servizio Turistico Locale)  e metterli in condizione di fare scelte in grado di migliorare l’offerta turistica. Direte: ma il Consorzio è della sola Riviera delle Palme. Rispondo: perché la nostra Riviera non fa più parte del Piceno? Ci sono quindi conflitti di interessi da risolvere subito. Sbaglio? Ho stima del neo presidente Stefano Greco (a scanso di equivoci l’avevo anche nella persona di Alessandro Zocchi) per cui mi aspetto chiarimenti veri. Glieli chiederemo nell’intervista che dovremo fargli martedì prossimo per “Il settimanale del Piceno”. Non vorremmo, per esempio, che dal suo istituto partisse un progetto diverso (magari milanese!) da quello che adotterà l’Stl… per lo stesso territorio o parte di esso. La soluzione giusta sarebbe quella di nominare tutti insieme nove loro rappresentanti intelligenti e preparati ai quali dare indicazioni per aspettarsi una programmazione turistica finalmente all’altezza. Al neo comitato andrebbero meriti o fischi (e “licenziamento”) in caso si successo o insuccesso. Nelle condizioni attuali non si riesce mai a capire di chi è la colpa e ancor meno il merito.

Alla luce di quanto appena espresso, e in base all’affermazione del sindaco Giovanni Gaspari rivolta recentemente al Presidente delle Marche, Gian Mario Spacca “i cittadini della Riviera non hanno l’anello al naso“, mi sento di aggiungere che, se si dovessero accettare progetti turistici in modo affrettato e semioscuro oltre che oscuro al 100% per le cittadinanze, un anello al naso ce lo metterebbero anche sulla seconda narice.

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