ASCOLI PICENO – “Se le cifre riporate nel documento che il dottor Bellini ha ritenuto di pubblicare fossero realmente destinate all’acquisto di tutta la società, Roberto Benigni si farebbe da parte subito, anche stasera”.

La replica dell’Ascoli Calcio a Francesco Bellini arriva per mezzo dell’avvocato Mauro Gionni e delle figlie del presidente Silvia e Sabrina durante la conferenza  che si è tenuta questo pomeriggio presso la sala stampa dello stadio Del Duca.

Ieri sera l’entourage dell’imprenditore farmaceutico ha reso nota una parte dell’offerta, o meglio della manifestazione di interesse, presentata lo scorso 22 giugno e i cui contenuti sono rimasti finora segreti per un patto di riservatezza sottoscritto dalle due parti e scaduto l’otto novembre scorso.

La risposta in merito della società di Corso Vittorio Emanuele è stata immediata,  anche se si sarebbe preferito non trattare in questo momento l’argomento per concentrare le attenzioni esclusivamente sulla squadra.

Nel documento, vengono avanzate due proposte: nella prima si parla di una cifra di 10 milioni per rilevare la società, compresa di tutti i beni e diritti (leggi il documento).

“Pur nutrendo, sia io che il presidente, stima per il dottor Bellini – spiega Gionni – appare strano che un imprenditore del suo calibro presenti un’offerta del genere, che è del tutto impraticabile. Del resto lo afferma lui stesso, dicendo che questa “presenta difficoltà tecniche con la Figc (legate soprattutto alla gestione del marchio) e con i creditori, per cui si rende necessario formularne un’altra”.

Nella sostanza i dieci milioni offerti da Bellini sarebbero tutti per la nuova gestione, mentre tutte le passività resterebbero accollate alla precedente. “Al contrario per Benigni sarebbero più che sufficienti per cedere la società e farsi da parte. Magari le cifre da capogiro di cui si parla  fossero reali! – afferma ancora Gionni – L’offerta realmente fatta all’attuale società invece è pari a zero“.

La seconda proposta prevede la ricapitalizzazione della società per sei milioni e la conseguente cessione del 100% delle quote ai nuovi acquirenti, soltanto però qualora fossero prima sistemati i debiti in essere e venisse riconosciuto da parte del Comune all’Ascoli Calcio un credito di circa 2,5 milioni per l’annoso contenzioso dello stadio.

In questo caso la proposta dei sei milioni ha lo stesso valore dell’altra, – spiega Gionni – poichè prevede il versamento della cifra soltanto dopo che l’attuale società abbia sottoscritto la rateizzazione del debito a proprio carico, mentre per quanto riguarda il contenzioso dello stadio, il Comune in una settimana avrebbe dovuto deliberare il riconoscimento e il pagamento del credito: cosa impossibile, considerando i tempi delle amministrazioni e che il contenzioso va avanti già da molti anni”.

In pratica le proposte di Bellini  non andrebbero a sistemare i passivi, ma li lascerebbero tutti alla famiglia Benigni. “Ribadiamo che la società è in vendita e lo è sempre stata da quando lo abbiamo dichiarato la prima volta”. – affermano Silvia e Sabrina  Benigni.

Nostro padre non vuole un euro, come ha sempre detto – spiegano – Ma ha impegnato i propri beni. Lo ha fatto senza fare tanti calcoli, accollandosi tutti i debiti che c’erano sedici anni fa.  Evidentemente oggi non c’è nessun imprenditore che ha la stessa passione ed è disposto a fare lo stesso sforzo. E un contributo alla causa dell’Ascoli si potrebbe fare anche sotto forma di sponsorizzazioni, e anche di queste mi pare che ce ne siano poche”.

La famiglia Benigni va avanti nella gestione, sperando che qualcuno, per pura passione, rilevi tutto il pacchetto Ascoli Calcio, che significa “sobbarcarsi” anche dei debiti senza alcuna garanzia di poterli in futuro recuperare. E di questi tempi…

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