ASCOLI PICENO – Un Ascoli di ferro e spietato espugna per la prima volta nella sua storia Livorno e ottiene altri tre punti esterni dopo quelli di domenica scorsa a Brescia, portandosi a 5 punti in classifica, a -8 dalla penultima. Stavolta, però, il gusto della vittoria è ancora più dolce, perché arriva allo scadere, nell’ultimo minuto regolamentare, grazie ad un perfetto contropiede firmato Falconieri-Papa Waigo. Bene ancora il nuovo modulo, benissimo Pasqualini e gli altri difensori, mai in vera difficoltà contro gli uomini di Novellino.

Silva sceglie Ciofani per Giovannini e Parfait per Sbaffo, mentre Papa Waigo è preferito a Falconieri, uomo partita del ‘Rigamonti’. Il primo tempo scorre senza grosse emozioni: la gara è piatta, con il Livorno che tiene il pallino del gioco, ma non  trova varchi tra la difesa ascolana, che non va mai in affanno. Pasqualini copre e reimposta, Ciofani è più sicuro del passato e Peccarisi, sì, proprio lui, giganteggia ogni volta che gli esterni labronici buttano la palla in area. Così, si va al riposo dopo aver annotato i due infortuni, uno per parte: Perticone per i padroni di casa e Di Donato, botta alla schiena dopo un contrasto fortuito, per il quale entra Leandro Vitiello.

L’inizio di ripresa è un prolungamento dei primi 45′, anche se il Livorno cerca di spingere di più e l’Ascoli perde qualche pallone di troppo, specie con Parfait che tergiversa nelle ripartenze e sceglie male i tempi della giocata. Il 3-5-2, in ogni caso, permette ai ragazzi di Silva di non essere troppo schiacciati e di ripartire spesso e volentieri, grazie al lavoro sporco in avanti di Papa Waigo, ma soprattutto di Soncin, che supporta Pasqualini sulla fascia, ma poi tocca tantissimi palloni nell’impostare la manovra e far salire la squadra. Paradossalmente, però, sono i livornesi a sfiorare l’1-0 in contropiede, con Russotto che fa partire un destra da fuori area sul quale Guarna si esalta alzandolo sopra la traversa. Passa qualche minuto ed è l’Ascoli ad andare ad un passo dal vantaggio: Papa Waigo fa fuori due difensori in area con una finta, va sul fondo e mette in mezzo trovando sul primo palo la rapacità di Soncin che devia d’interno, ma la sfera sbatte sul volto di Bardi. Per il Cobra è l’ultima azione: al suo posto entra Falconieri che, malgrado i sette minuti, sarà decisivo.

Complice anche la stanchezza che affiora tra gli uomini di Novellino, il Picchio prende le redini del gioco con un Pederzoli lontano parente dell’ultimo periodo e tenta di conquistare la massima posta in palio. L’impresa arriva proprio al 90′: Falconieri porta palla in contropiede e segue il passo veloce di Papa Waigo sulla sinistra, l’ex Catania temporeggia fino a quando il suo sinistro filtrante si incontra con il destro dell’ex Cesena che supera Bardi in uscita. I bianconeri esplodono, così come i salotti e i bar della gente incollata ai televisori sotto le Cento Torri. Novellino a fine gara se ne va inveendo contro l’arbitro che non vede un mani di Parfait in area ascolana nel recupero, ma farebbe meglio a prendersela con chi ha saputo creare un’unica palla-gol sul proprio campo contro l’ultima in classifica. Quindi, anche con sè stesso. Dall’altra parte mister Silva sembra finalmente aver trovato la quadratura del cerchio: grazie alle sue mosse l’Ascoli è vivo, a Livorno un altro colpo battuto. Il blocco mentale sembra essere superato. Ora non resta che tornare ad essere ‘profeta in patria’. Uniti e compatti, come a Brescia, come a Livorno.

LIVORNO (4-3-3): Bardi; Perticone (27′ pt Salviato), Bernardini, Knezevic, Lambrughi; Filkor (26′ Schiattarella), Genevier, Luci; Bigazzi (9′ st Russotto), Dionisi, Paulinho. A disp: Mazzoni, Belingheri, Barone, Remedi. All: Novellino

ASCOLI (3-5-2): Guarna; Ciofani, Peccarisi, Faisca; Gazzola, Di Donato (44′ st Vitiello), Pederzoli, Parfait, Pasqualini; Soncin (38′ st Falconieri), Papa Waigo. A disp: Maurantonio, Tamburini, Scognamillo, Ilari, Romeo. All: Silva

Arbitro: Merchiori di Ferrara

Rete: Papa Waigo al 45′ st

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