ASCOLI PICENO – In un pomeriggio uggioso e pieno di foschia, a fare una piccola sorpresa alla squadra è arrivato il presidente Roberto Benigni, che si è intrattenuto una ventina di minuti negli spogliatoi con i giocatori e con il tecnico. All’uscita il patron, che era presente anche a Livorno, ha rilasciato delle dichiarazioni sul momento bianconero e non.

“Ho parlato con i ragazzi uno per uno, dato che con la squadra intera è un mese che ci parlo. Come li ho trovati? Hanno una nuova condizione psicologica, oltre che un nuovo assetto in mezzo al campo. Non bisogna dimenticarci – afferma Benigni – che la mente è fondamentale per un’atleta, così come lo è il fisico. Sono convinto che cresceranno partita dopo partita“. Crescita mentale, dunque, merito anche del cambio deciso in panchina: “Avevo notato che qualcosa non andava. Li vedevo scoraggiati per le difficoltà che dovevano subire ma che non avevano causato loro. Mi riferisco alle circostanze sfortunate di gioco, come un palo colpito o altro, che avevano creato panico nello spogliatoio. Quindi – spiega il patron – ho detto loro: nei momenti difficili della vita dovete trovare in voi stessi, nella vostra mente, la forza per andare avanti. Dovete farlo per voi, per la vostra dignità e per la società alla quale appartenete”. Poi parla del suo impegno e del suo supporto al servizio dell’Ascoli Calcio, con un breve ma determinato, per tono di voce, excursus storico: “Io nei momenti difficili della società ci sono sempre stato. C’ero nel 1968, c’ero nel ’95 e ci sono ora. Opero con pochi quattrini, ma colmo questo con il mio cuore e il mio cervello“.

Riguardo al futuro e ai recenti batti e ribatti relativi alle trattative naufragate con Bellini, dice: “Il futuro è oggi. Bisogna ragionare domenica dopo domenica. Per la vendita ci abbiamo provato. Come famiglia e come proprietà siamo tuttora aperti all’interesse di ascolani di buone intenzioni. Ma basta con Bellini. Smettiamola”. Infine, su Novellino spiega che “certe dichiarazioni prese a caldo nel post-gara lasciano il tempo che trovano, sono solo frutto della rabbia del momento”, mentre sul calcioscommesse si sfoga: “Ho fatto tutti i ‘giri’ che dovevo fare. Quello che non digerisco è la responsabilità oggettiva: non è possibile che il calcio vada avanti in questo modo, con un sistema che la preveda e con un tale regolamento”.

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