ASCOLI PICENO – Nuova sfida per Stefano Artissunch sabato 26 novembre al teatro Ventidio Basso con Gli innamorati di Goldoni, accanto all’attrice Selvaggia Quattrini, che al debutto prevede già 14 date nazionali.
Da molti anni ad Ascoli con la moglie Danila Celani, che cura la distribuzione e l’organizzazione degli allestimenti, il direttore artistico della compagnia ascolana Synergie Teatrali è noto per la realizzazione di spettacoli di qualità come Marathon la città della musica, Madame Bovary, Carmen, La Signora dalle Camelie con l’attrice Monica Guerritore, Pene d’amor perdute con Marina Suma, Lisistrata di Aristofane con Gaia De Laurentiis, inserito da Giorgio Albertazzi al Magna Graecia Teatro Festival 2011, rassegna itinerante in tredici siti archeologici calabresi, e presentato in oltre 40 teatri italiani.

Come nasce la compagnia Synergie Teatrali?

Nasce nel 2006 come una compagnia di produzione radicalizzata nel territorio che è diventata poi di respiro nazionale anche perché oggi per sopravvivere è necessario esserlo. Ѐ partita dal basso, il primo spettacolo è stato l’Eretico, progetto su Cecco d’Ascoli, per poi proseguire con la realizzazione di Don Chisciotte, Pene d’amor perdute ed altre produzioni nazionali.

Quanto c’è di Fulgenzio, il personaggio che interpreti ne Gli innamorati, in Stefano?

Ѐ il classico uomo che vuole avere conferme subito, a prescindere da tutto, che vuole la donna che ama a tutti i costi, senza resistenze – in questo mi somiglia – anche se poi non riesce a fidarsi completamente di lei e sono proprio le sue insicurezze a minare il loro rapporto.

Lisistrata è stata inserita da Albertazzi al Magna Graecia Teatro Festival. Ti saresti mai aspettato un simile risultato?

Si! Era una produzione di qualità che ha avuto un percorso minato in quanto la protagonista è stata interpretata dapprima da Debora Caprioglio, poi da Iaia Forte e solo successivamente da Gaia de Laurentiis che gli ha donato quella freschezza che gli mancava; da allora in poi Lisistrata ha avuto un grande successo e mentre prima eravamo noi ad essere applauditi anzichè la primadonna con Gaia le cose sono cambiate: soprattutto in Calabria, era lei ad essere acclamata dal pubblico!

La cosa non ti infastidiva per niente?

All’inizio effettivamente un po’ si ma con una regia così forte e personale il suo successo non mi scalfiva e poi comunque Gaia ha reso leggero e dunque più apprezzato dal pubblico uno spettacolo che inizialmente era stato definito di nicchia per cui non posso che esserne contento.

La maggior parte delle tue produzioni nascono ad Ascoli e gli stessi attori spesso sono del luogo. Di origini sarde, cosa ti lega alle Marche?

Contrariamente a quanto si dice, non sono legato a questa regione solo dal fatto di aver sposato un’ascolana – che tra l’altro è colei che ha fatto in modo che i miei sogni si realizzassero, curando l’organizzazione e la distribuzione di Synergie Teatrali – ma anche perché mi sono trasferito da ragazzino a Fermo per frequentare un corso di elettronica presso l’istituto tecnico “Montani” in cui poi mi sono diplomato: volevo curare gli effetti speciali nei film!

In un periodo di grande crisi economica quale quello presente cosa consigli ai giovani che vogliono intraprendere una carriera in questo settore?

Mi viene in mente ciò che ha detto una volta Albertazzi a riguardo: “Ragazzi, fate altro!”. Scherzi a parte, sono convinto che se si segue l’iter necessario, studiando e rispettandone la disciplina, si arriva sempre ad un risultato; poi ovviamente non ci si può aspettare stabilità da questo lavoro, non ci sono contratti a tempo indeterminato, c’è un sindacato ma è praticamente inesistente.

Perché esistono forse attualmente ambiti lavorativi che sfuggono al precariato?

Diciamo che oggi come oggi ci sentiamo meno soli..

Cosa pensi di tutti quei contratti che non tutelano il lavoratore e dei tirocini non retribuiti, tanto diffusi in ogni campo?

Che servono solo a tutelare i padroni e a sfruttare i lavoratori. Noi non facciamo di queste cose, noi paghiamo i nostri ragazzi anche perché solo così possono dare il massimo di loro stessi; ci è capitato di aver accolto la richiesta di stage di qualche studente che lo necessitava per i crediti universitari ma fin dall’inizio la nostra politica è stata quella di creare le condizioni di lavoro più adatte al raggiungimento del risultato, eliminando ansie e pagando settimanalmente gli attori, senza utilizzare l’escamotage del tirocinio non retribuito per farli lavorare gratuitamente.

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