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ASCOLI PICENO –

ASCOLI PICENO – Un blitz messo in piedi questa mattina dalle Fiamme Gialle di Ascoli  in diversi territori del Centro Italia nell’ambito di una maxi-operazione antidroga su indagini condotte dalla Procura di Fermo, ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale internazionale che si è concentrata particolarmente nell’elpidiense ma che ha operato anche altri territori del centro Italia tra cui l’ascolano.

Quattordici arresti in carcere e tre ai domiciliari eseguiti in particolare nella zona del Fermano e del Teramano.

Con l’odierna operazione denominata “Shqiptar” (significa ‘albanese’ , ndr) è stato smantellato uno dei più consistenti sodalizi, particolarmente attivo nella gestione dei traffici internazionali delle sostanze stupefacenti destinate ai mercati locali di Ascoli Piceno e di Fermo.

Oltre 100 militari, supportati da 8 unità cinofile e dai mezzi aereonavali del Corpo, sono stati impegnati stamattina nei comprensori territoriali di Ascoli Piceno, Fermo, Pedaso, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Monte Urano, Mentana, Sulmona, Castiglione Messer Raimondo, Giulianova, Castelfiorentino, Camerino e Roseto degli Abruzzi.

Le indagini sono partite nel 2010 dalla Procura di Fermo con l’individuazione di un soggetto italiano che, per conto di cittadini albanesi residenti lungo il litorale del fermano, effettuava periodici trasferimenti verso località del nord Italia, per rifornirsi di ingenti quantitativi di cocaina, nell’ordine di diversi chilogrammi, da destinarsi ai mercati locali di Ascoli Piceno e di Fermo.

Da qui è iniziata un’intensa e capillare attività investigativa – supportata anche da indagini tecniche, audiovisive e informatiche – che, dopo la compiuta identificazione di 500 consumatori abituali, ha permesso di ricostruire nel dettaglio la struttura e i ruoli di un sodalizio criminale composto da cittadini albanesi e italiani, tra cui anche tre donne, che movimentava settimanalmente 25 kg di eroina e 5 kg di cocaina, provenienti, rispettivamente, dall’Albania e dall’Olanda. Tali sostanze venivano quindi affidate a una fitta rete di spacciatori (definita, in gergo, “i galoppini”), che assicurava allo stesso sodalizio introiti per circa 4 milioni di euro al mese.

Le 20 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Fermo, dottor Sebastiano Lelio Amato e le 25 perquisizioni effettuate nel contesto dell’odierno blitz, coordinato dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno, costituiscono l’attuale epilogo dell’operazione convenzionalmente denominata “Shqiptar”.

Le indagini  continuano attraverso l’analisi e l’elaborazione dei nuovi elementi acquisiti nel corso delle odierne attività di perquisizione.

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