ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Francesco Ameli, coordinatore provinciale dei Giovani Democratici.

Dopo essere stati emarginati dal grande traffico ferroviario, Trenitalia continua in una politica di penalizzazione del nostro territorio, con la soppressione di ben due corse giornaliere usate da lavoratori, studenti e turisti verso Ascoli e San Benedetto rendendo impossibile lo spostamento in treno per tutta la mattinata fino alle 13 da e per le due principali città della provincia.

Con il nuovo orario in vigore dal 10 dicembre 2011 Trenitalia effettuerà nelle Marche gravissime soppressioni di treni. Ciò è dovuto ai tagli del vecchio Governo Berlusconi che iniziano a farsi sentire proprio in questi giorni, uniti ai minori stanziamenti effettuati dalla Regione Marche. Andremo incontro ad una drastica riduzione dei treni in circolazione con particolare concentrazione delle soppressioni nelle linee dell’entroterra a sud delle Marche come l’Ascoli-San Benedetto e la Fabriano-Civitanova. Una diminuzione di corse che a livello regionale provocherà gravi ripercussioni con la perdita di lavoro per moltissime persone tra ferrovieri e dipendenti delle ditte appaltatrici, nonché la messa in discussione del diritto alla mobilità dei cittadini.

Bene ha fatto l’assessore regionale ai trasporti Luigi Viventi a far presente le difficoltà delle Marche a Trenitalia, Rfi ed al neo ministro Passera, ma leggendo quanto scritto, salta agli occhi come dopo aver fatto notare le difficoltà del capoluogo regionale e della parte nord della regione, non si parli minimamente dei forti disagi che subiranno Ascoli, San Benedetto e tutto il sud delle Marche.

L’assessore Viventi porta l’attenzione sui collegamenti ferroviari con Roma, ma come il presidente della nostra provincia Celani, non penso conosca le difficoltà che ci sono per arrivare a Roma partendo da Ascoli Piceno o le difficoltà che ci sono ogni lunedì mattina con il treno che alle 6:40 parte da Ascoli: persone già in piedi prima di San Benedetto del Tronto a causa di mancanza di posti che determinano un sovraffollamento inverosimile delle carrozze.

Ciò comporterà grandi disagi non solo a studenti e lavoratori pendolari che ne pagheranno le spese nel tempo immediato, ma anche a tanti fruitori occasionali del treno. Questo  è l’ennesimo duro colpo per il nostro turismo che vede nella mobilità su ferro un importante nodo di sviluppo.

Ma chissà se il presidente Celani e l’assessore Olivieri se ne sono accorti? Si fanno vanto della Metropolitana di Superficie (che ricordiamo essere frutto delle passate amministrazioni), parlano di mobilità integrata, ma poi non si rendono conto che questi tagli vanno nella direzione opposta del progetto, in particolare perché vanno a mettere in discussione la già mancata pianificazione del sistema infrastrutturale. Non li abbiamo sentiti parlare più di Salaria, del collegamento con Teramo, dell’arretramento dell’A14 o della Ferrovia dei due mari. Di certo, se gli amministratori non fanno sentire in maniera decisa la loro voce, nessuno verrà mai a regalarci opere infrastrutturali le quali sappiamo essere molto costose, ma vitali per un territorio in difficoltà come il nostro.

Nell’indifferenza di molti amministratori, quindi, Trenitalia continua in una politica di penalizzazione del nostro territorio, partendo prima con la soppressione delle fermate dei treni a lunga percorrenza nella stazione di San Benedetto, poi con la sostituzione di alcune corse su Ancona ed ora con la soppressione di ben due corse verso Ascoli e San Benedetto, e se questo è il trend cosa ci aspetterà con la riorganizzazione degli orari estivi?

E’ necessario che il Piceno tutto faccia sentire, con forza, la propria voce verso Trenitalia, coinvolgendo tutte le realtà politiche, imprenditoriali e sindacali.

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