ASCOLI PICENO – Al termine di una buona prestazione, macchiata da limiti difensivi ma anche arbitrali, l’Ascoli viene sconfitto di misura al ‘Castellani’ di Empoli e vede fermarsi la sua rincorsa verso la salvezza. Alla fine è 3-2 per gli uomini di Carboni, dopo una gara viva e intensa dal primo all’ultimo minuto. Per Silva e i suoi ragazzi, comunque, nessun passo indietro nella prestazione: privi di Di Donato e Pederzoli e con un uomo in meno per 40 minuti, hanno tenuto testa ai padroni di casa, sfiorando più volte il pareggio che, tirate le somme, sarebbe stato meritato.

Silva conferma Soncin e Papa Waigo, Ciofani in difesa, rilanciando titolari Parfait e Vitiello per le assenze già ricordate. Dall’altro lato, l’Empoli conta sul capocannoniere del torneo, Francesco Tavano. Ed è proprio lui a portare i suoi al vantaggio, quando il cronometro segna il minuto numero 8: su assist di Buscè, l’attaccante empolese calcia a giro dove Guarna non arriva per l’1-o. Doccia fredda per il Picchio, che, nella gestione Silva non era mai andato in svantaggio. Ma, neanche il tempo di riordinare le idee che l’Empoli raddoppia, sempre nella stessa zona e sempre su inserimento: uno-due tra Coralli e Lazzari, sporcato da Ciofani, con il centrocampista azzurro che infila Guarna per la seconda volta. L’Ascoli è stordito e continua a subire nella zona destra di difesa, dove Ciofani e Peccarisi sono, e lo saranno per tutto l’incontro, in grosse difficoltà. Eppure i bianconeri reagiscono: Sbaffo, autore di una bella prestazione, se ne va a centrocampo e presenta Soncin solo davanti al portiere, ma l’attaccante veneto fa la cosa sbagliata: non tira e serve Papa Waigo, anticipato dai difensori avversari.

Sarebbe stata tutta un’altra gara, a quel punto. Passano pochi minuti, infatti, che l’Empoli trova il 3-0, ancora con una triangolazione nella stessa ‘scena del crimine’. Stavolta è Gorzegno (si, proprio il terzino vicinissimo a vestire il bianconero qualche mese fa) a dialogare con Tavano e a trafiggere Guarna per il clamoroso 3-0, quando sono passati appena 23′ minuti. E’ una mazzata. Ma la partita non si chiude: al 33′ ancora Sbaffo, dopo una bella triangolazione con Gazzola, supera un avversario a centrocampo  e serve in verticale Papa Waigo che davanti a Pelagotti non sbaglia siglando il settimo centro (3 in altrettante gare) che vale l’1-3. A questo punto, un gol prima dell’intervallo sarebbe il massimo e l’Ascoli ci va vicinissimo. Bella azione veloce con Papa Waigo che di tacco serve Pasqualini per il cross, sulla traiettoria si avventa Vitiello ma il colpo di testa sfiora il palo con Pelagotti battuto. Se l’Empoli, in tre occasioni ha fatto altrettanti gol, l’Ascoli, al contrario, per sfortuna e imprecisione, uno soltanto.

Nella ripresa si rientra in campo con la consapevolezza di potercela fare. Ma stavolta è l’arbitro Cervellera di Taranto a spezzare ogni sogno sul nascere: Tavano, lanciato a rete, dopo aver superato Guarna con un ‘cucchiaio’, viene atterrato dal portiere bianconero, con il pallone, nel frattempo, deviato in corner sulla linea dal recupero di Peccarisi. Considerato che si tratta, ai fatti, di un tiro in porta,Cervellera dimentica una delle regole più chiare del regolamento ed espelle Guarna, concedendo il rigore ai padroni di casa. La norma, infatti, recita chiaro e tondo: se il calciatore ha concluso a rete, non si può applicare il vantaggio. Alla luce risale in mente l’episodio di Marchisio nella gara Inter-Juve dell’ottobre scorso. Oltretutto, siamo sicuri che il fallo, con Peccarisi a un passo, era da ultimo uomo? Rimane il danno, ma la beffa no, perché il rigore viene stampato sul palo da Coralli con Maurantonio, entrato per Sbaffo, immobile. Si rimane sul 3-1 con l’Ascoli che preme. Silva mette dentro Falconieri per Soncin, quindi Beretta per Gazzola. Nonostante l’Empoli sfiori più volte la rete del 4-1 su svarioni difensivi ascolani, i bianconeri giocano quasi sempre nella metà campo azzurra. Così, al 48′ arriva il 2-3. Lo segna Beretta in acrobazia, dopo un bell assist di Vitiello su cross di Papa Waigo. Così, a due minuti dalla fine, l’Ascoli è lì ad inseguire il pareggio. Nell’ultimo minuto, l’arbitro torna protagonista: a quaranta secondi dalla fine dei 5′ di recupero viene fischiata un’importante punizione al limite per l’Ascoli. Entrambe le squadre, compreso Maurantonio, si riversano nell’area empolese. Si perde tempo, fino al calcio da fermo: Falconieri, però, non batte al meglio, con Faisca che conquista la ribattuta ma, proprio prima di rimettere al centro, Cervellera fischia con tanti, troppi secondi di anticipo la fine. Certo, inutile rifarsi sulle sviste arbitrali, soprattutto dopo aver regalato mezz’ora all’avversario, ma una più corretta gestione degli episodi avrebbe, di certo, dato più merito ai ragazzi di Silva, usciti a testa alta dal ‘Castellani’, con le stesse certezze di ieri.

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