OFFIDA – Dopo i documentari “Me Sem Rom” e “Acqua Sangue della terra”, proiettati in tutta Italia e apprezzati anche all’estero, la giovane regista offidana Ermelinda Coccia ha avviato un nuovo ambizioso progetto: si chiama “Vivo” ed è una ricerca video sul “senso della vita”, raccontato da personalità differenti e sconosciute fra loro. Le persone intervistate raccontando uno spaccato importante della loro vita o un semplice aneddoto, lasciano in video il senso profondo e personale della loro esistenza. Piccoli modi di vivere accostati gli uni agli altri, che creano nell’insieme, la sensazione di una verità univoca dell’essere nel mondo per un motivo.”L’uomo -spiega la regista – almeno una volta nella vita si è chiesto: perché vivo? Ognuno porta in se una risposta, accostata alla propria singolare esistenza. Ma nel senso più ampio. Cosa significa vivere? Avere la possibilità di delineare un percorso specifico nel mondo fin dalla nascita. Cosa spinge ognuno di noi a costruire qualcosa con amore e volontà? Questa ricerca non vuole trovare una risposta a queste domande ma scoprire la delicatezza insita nell’individualità della vita di ognuno di noi. Scoprire il filo che regge le domande che ci poniamo”.

E chi sono i protagonisti del documentario? Per il momento una mammaun medico, una donna che ha lottato per la vita, un uomo disabile, una bambina, una donna transessuale. Ma l’opera non ha uno sviluppo predefinito e quindi ognuno può decidere di farsi intervistare e raccontare il senso della propria vita.”Vivo” è un lavoro indipendente: la regista ha deciso di tentare la strada, innovativa, della produzione dal basso.

Trailer e progetto della video ricerca sono stati caricati su un sito internet www.produzionidalbasso.com. “In questo modo – spiega la regista – viene salvaguardata la libertà del mio lavoro. Tutti i cittadini che intendono sostenerlo possono offrire il loro aiuto economico impegnandosi ad acquistare una “quota” del film: bastano anche soli 10 euro, che non dovranno versare subito ma solo in seguito, e solo se lo vorranno ancora, una volta raggiunta la copertura di 2mila euro”.

La regista offidana è al suo terzo documentario. In carriera ha lavorato con Sky e collaborato al documentario “Liberamente” girato all’interno del carcere femminile di Rebibbia, per la regia di Giulia Merenda, che ha curato la sceneggiatura di numerosi film di Gabriele Salvadores.

RECAPITI Ermelinda Coocia
tel: 320.8024569
e-mail: ermelinda.coccia@libero.it

link del film su produzionidalbasso.com:
http://www.produzionidalbasso.com/pdb_776.html

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