ROMA – Un fulmine a ciel sereno. Enrico Mentana non è più il direttore del Tg La7. Nominato nel giugno del 2010, il giornalista milanese si è dimesso nel primo pomeriggio di mercoledì in seguito alle polemiche con il comitato di redazione del notiziario per la questione riguardante la mancata lettura del comunicato sindacale diffuso dalla Federazione della Stampa, che esprimeva solidarietà allo sciopero dei poligrafici dei principali quotidiani cartacei.

Ieri – ha dichiarato Mentana – ho appreso dalle agenzie di essere stato denunciato alla magistratura ordinaria dal mio cdr. Ho atteso 24 ore per verificare eventuali ravvedimenti, che non ci sono stati. Essendo impensabile continuare a lavorare anche solo per un giorno con chi mi ha denunciato, rassegno da subito le dimissioni dalla direzione del Tg La7”.

Il cdr tuttavia precisa: “Non abbiamo denunciato Mentana alla magistratura ordinaria, questo deve essere chiaro. La Fnsi ha mandato un comunicato chiedendo di pubblicarlo, e il cdr ha fatto solo da tramite con il direttore, che non ha ritenuto di leggere il comunicato durante il Tg. Da noi però non è partita nessuna denuncia”. Precisazioni che a questo punto dovrebbero far pensare al ritiro delle dimissioni. Ma il condizionale è più che mai d’obbligo.

In questi diciotto mesi, il Tg La7 non è stato un semplice telegiornale, bensì una vera e propria benzina per tutta la rete. Un boom capace di rivoluzionare gli assetti di un’emittente considerata per nove anni di nicchia e che era definitivamente divenuta reale terzo polo nel contesto generalista.

Prima del suo avvento si erano potute contare sulle dita di una mano le occasioni in cui La7 aveva osato varcare l’asticella del 3,5% di share. Poi dal nulla ecco sbucare l’ex direttore del Tg5, capace di appiccicare all’informazione dell’azienda Telecom un’identità ben precisa, riconoscibile, ma soprattutto autorevole. Già con la semplice ufficializzazione della sua nomina il tg delle 20 raddoppiò le proprie percentuali, per sfondare in breve tempo la soglia del 10% (con punte del 13) una volta comparso dinanzi la telecamera.

Exploit, come detto, non fine a se stesso. “8 e ½”, “L’infedele”, “Italialand”, “Piazza Pulita”, “G Day”. Tutti hanno usufruito di un locomotore in grado di trainare ed incollare dinanzi allo schermo il medesimo target. Lo “spirito” di Mentana si è infine percepito pure negli appuntamenti da lui non condotti, con il telegiornale di pranzo, ad esempio, salito dall’ 1,5 al 4, nonostante lo spostamento alle 13.30 in concomitanza col Tg1.

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