COLLI DEL TRONTO – Una madre che soffre nell’affannosa ricerca del proprio figlio, il dolore lancinante nella constatazione della morte, le amorevoli cure del corpo, quasi a voler riportare in vita la carne della propria carne. La mostra “Le Madri” di Graziano Gregori, inaugurata domenica 18 dicembre a Palazzo Collina a Colli del Tronto, è struggente e nel contempo avvolgente. Quaranta le formelle in gesso esposte, con i personaggi che trasudano emozioni seppur nell’essenzialità delle forme, i corpi esili piegati dal dolore, i volti affranti ma privi di tratti riconoscibili, resi tutti uguali dalla sofferenza. Sono madri che cercano i figli morti in guerra, ma potrebbero essere anche madri in una qualsiasi altra epoca, da quella preistorica alla contemporanea, in una rappresentazione del dolore che si ripropone uguale a se stessa nel tempo. Le ambientazioni delle formelle (realizzate con la tecnica dello stiacciato) si materializzano quasi per incanto nelle scenografie allestite nelle varie stanze del palazzo, con polverosi ritratti di vita domestica che rimarcano una quotidianità familiare improvvisamente interrotta, spezzata, che mai più tornerà. Il silenzio e l’immobilismo delle scene – in cui protagonista è l’assenza di quell’uomo-figlio andato in guerra e mai più tornato – si infrange con l’eco dei passi dei visitatori sul tavolato di legno, fatto appositamente installare dall’artista sul pavimento.

A due anni dalla mostra “Ecce Homo”, con “Le Madri” Graziano Gregori torna a Colli proponendo un’esposizione di notevole spessore e di indubbio successo.

“L’idea sottile che genera e sostiene l’intero progetto – dichiara il professor Diego Mariani –  è recuperabile nella poesia di Salvatore Quasimodo “Alle fronde dei salici”, dove le parole, addirittura le singole sonorità, per ipotiposi si trasformano in immagini e  si materializzano nel racconto scultoreo di Graziano Gregori, mescolandosi ad altri elementi proposti dalla sensibilità dell’artista”.

Il progetto espositivo è stato realizzato grazie al supporto dell’Amministrazione Comunale di Colli del Tronto che, per l’occasione, ha visto il felice connubio tra l’Assessorato al Turismo e quello alla Cultura. Indispensabile inoltre è stato il lavoro della Pro-Loco, dell’associazione “Ermo Colle”, dell’Avis e dei numerosi volontari che hanno contribuito con il lavoro di allestimento alla realizzazione della preziosa istallazione finale. Oltre naturalmente alla possibilità di utilizzo del  Palazzo Collina, da tempo sede di manifestazioni culturali di rilievo che, anche in questa occasione, è stato offerto a titolo gratuito dai proprietari Gabriele Soletti e Vincenzo Ottavi.

“Come amministrazione comunale abbiamo sempre tenuto a favorire l’apertura di spazi di personale espressione a quanti hanno voluto comunicare in qualche modo il loro mondo interiore e la loro visione delle cose di questa vita – continua Tommaso Cavezzi, sindaco di Colli del Tronto – le giovani speranze come pure i personaggi già affermati come  Tullio Pericoli e Graziano Gregori, nella convinzione che la comprensione dell’altro sia la base per la pace e la civile convivenza”.

“Una mostra di Graziano Gregori è l’occasione di fare un viaggio nel suo mondo interiore – spiega il critico Vincenzo De Luca -, con lui che si mette a nudo ed espone le pulsioni dei suoi nervi, il fluire del suo sangue, le pulsazioni dei suoi organi più vitali. Si esce da questo viaggio con delle emozioni, per taluni passeggere, per qualcuno decisive nella maturazione di un pensiero latente della propria mente, mai comunque con l’indifferenza”.

Per l’occasione sono stati inoltre prodotti un catalogo “Le madri”, i cui testi sono stati curati dal critico Vincenzo de Luca, da Diego Mariani, Olimpia Gobbi e Marco Vallora, ed il documentario omonimo inserito all’interno della pubblicazione.

L’esposizione, che rientra nell’articolato calendario di eventi di “Natala d’Arte a Colli del Tronto”, è patrocinata dall’Assemblea della Regione Marche, dalla Provincia di Ascoli Piceno, dall’Unione dei Comuni Vallata del Tronto, dal Bim (Bacino Imbrifero Montano del Tronto) e con il contributo di Astrelia.com.

La mostra allestita nel Palazzo Collina, in piazza XXV Aprile, resterà aperta al pubblico tutti i giorni fino al 20 gennaio con i seguenti orari: martedì/venerdì dalle 16 alle 19; sabato/domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

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