ASCOLI PICENO – Duro attacco dell’esponente dei Giovani Democratici Francesco Frasca in merito alla gestione delle attività culturali cittadine, in particolar modo per quello che riguarda la musica “colta”.

E’ recente la notizia che, probabilmente, dopo la cancellazione della Tosca prevista a Dicembre, salterà ogni accordo con il Teatro Pergolesi di Jesi, facendo così naufragare un progetto che avrebbe permesso la realizzazione di una stagione Lirica apprezzabile, dopo le prime positive esperienze.

Al momento si salverebbe, scosì sembra, soltanto la rappresentazione estiva in Piazza del Popolo. Troppo poco per una città che vuole puntare sulla cultura.

“L’impressione – scrive Ameli – è che c’è chi nella città di Ascoli Piceno, proprio non sopporta nè la musica lirica nè la musica classica, dimenticandosi però come questo genere musicale sia un patrimonio culturale identitario della nostra nazione ed anche della nostra città visto che sono presenti ben due teatri storici. Chi contesta – come negli ultimi giorni è accaduto – gli elevati costi delle produzioni liriche (dimenticandosi la possibilità di collaborazione per poter avere fondi Fus), non considera come però uno spettacolo lirico, ha ritorni importanti nel nostro territorio se promosso non come evento a se, ma se facente parte di un piano di marketing valido per la promozione del territorio e della città di Ascoli Piceno”

Ameli parla di “un disimpegno voluto dell’amministrazione comunale nei confronti della musica cosiddetta “colta” dato che non è previsto alcuno spettacolo di lirica, di musica da camera o concerto sinfonico se non quello della società filarmonica ascolana i cuoi oneri diretti sono a carico della società stessa (la quale riesce a fare programmazione quasi esclusivamente con fondi privati)” e lamenta la mancanza di spazio per le compagnie e gli artisti locali a causa dell’imponente stagione di prosa e dei numerosi concerti di musica leggera.

Il giovane democratico poi punta il dito sulla gestione dell’assessore Aliberti, accusato di andare “oltre quelle che sono le proprie competenze”: “dedica il suo tempo a tenere a giorno la disponibilità del teatro, contatta le compagnie, opera le scelte e lascia al dirigente di portare a termine le incombenze finali e marginali”.

“Al disinteresse per la musica classica e lirica, -scrive ancora –  si aggiunge inoltre il totale disinteresse manifestato nei confronti del progetto dell’Orchestra Filarmonica dell’Adriatico, la quale aveva possibilità concreta di stabilire ad Ascoli la propria sede, ma sembra che stia tutto sfumando verso Ancona, vista l’inoperatività in questo campo dei nostri amministratori”.

Ameli conclude il suo lungo commento critico asserendo che è il Teatro dell’Aquiladi Fermo, e non quello ascolano, ad essere da molti considerato il più importante del sud delle Marche, con “una struttura articolata e plurale che riesce a dare spazio a tutti i vari settori partendo dalla prosa, passando per il balletto, l’opera e concerti. Per avere conferma di ciò basta andare sui siti dei due teatri e verificare le differenze: addirittura su quello del Ventidio, cliccando sulla pagina della lirica non ci sono risultati”.

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