OFFIDA – L‘ Harvest Group Soc. Coop. Srl centro di ricerche enologiche con sede a Offida, in collaborazione con l‘Idratec Srl e l’Istuto di Ricerca Asteria, ha presentato oggi i risultati di un progetto avente come finalità lo studio di un processo tecnologico ad alta efficienza per l’abbattimento di anidride carbonica (CO2) generata dai processi di fermentazione del mosto con produzione algale per fini ambientali, alimentari e zootecnici. Partendo dal fatto che nell’ambito della produzione enologica l’emissione di anidride carbonica è imprescindibile, lo studio muove in due direzioni: da un lato consentire il riutilizzo di tale anidride carbonica evitandone appunto l’immissione nell’aria e dall’altro ricavarne delle utilità per diversi settori quali quello bioenergetico, cosmetico e alimentare-zootecnico.

Grazie a questo impianto pilota messo a punto dal team della Harvest, è possibile infatti produrre  a basso costo e su larga scala biomassa algale da impiegare in diversi modi: dall’utilizzo nei prodotti cosmetici, al biocarburante, fino l’utilizzo per fini alimentari nel campo della zootecnica. La CO2 necessaria alla buona crescita delle alghe,  verrà fornita dalla fermentazione dei mosti, quindi captata, purificata dalle sostanze volatili e convogliata in un compressore criogenico a bassa temperatura, per essere poi raccolta in apposite cisterne di stoccaggio. Successivamente, in un bioreattore modulare chiuso, si aggiungeranno acqua, sostanze nutritive e l’anidride carbonica stoccata proveniente dalla fermentazione, per ottimizzare lo sviluppo della massa. Il bioreattore sarà fornito di sonde di rilevamento e controllo delle variabili di processo dell’intero allevamento, nonché di una pompa per la raccolta delle alghe a fine ciclo, dalle quali si otterrà il prodotto destinato alle industrie energetiche o alimentari. Lo studio, parte dal dato contenuto in diversi riferimenti bibliografici che dimostra  come, da soli 100 grammi di zucchero d’uva, si possano ottenere 48,89 grammi di CO2. Nella sola provincia picena nel 2010 circa 400 mila quintali di uva lavorata hanno comportato l’emissione di 3.516.000 chilogrammi di CO2.

Una quantità notevole di anidride carbonica che viene riversata nell’ aria e che con questo progetto sarebbe invece captata e utilizzata per produrre massa algale dagli infiniti usi. Un progetto di straordinaria importanza che l’Harvest Group in qualità di società capofila ha avuto l’occasione di far apprezzare anche all’estero, in Spagna e in Francia e che in Italia è stato sposato dall’azienda Fazi Battaglia di Jesi. “Abbiamo deciso di presentare questo progetto con una conferenza stampa, sia per l’importanza dello studio effettuato da questa società che è motivo di orgoglio per la nostra città, sia perché l’Harvest Group viene fatta conoscere al pubblico oggi come mai sino ad ora”,  ha commentato il Sindaco Valerio Lucciarini sottolineando come la ricerca dell’azienda muova nella direzione dell’obiettivo 2020 con il quale l’Unione Europea s’impegna a ridurre di almeno il 20% le proprie emissioni interne entro il 2020.  Il Primo Cittadino ha ringraziato il Presidente della Società Cooperativa Srl Harvest Group, Luigi Costantini e il Vice Presidente Vincenzo Lucciarini. Un ringraziamento speciale è stato rivolto al team di studiosi che ha portato avanti la ricerca offrendo alla stessa un approccio multidisciplinare derivante dalle diverse competenze e professionalità messe in campo: Matteo Lucciarini, Giorgia Paci, Simone Lucciarini, Alessandro Amici e Claudio Pierantozzi, chimico che, insieme con il presidente Costantini, ha avuto l’idea di portare avanti questa ricerca.

Un lavoro durato circa due anni ma attraverso il quale sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati – ha sottolineato il Presidente della Harvest Group, Luigi CostantiniLa buona riuscita del progetto è stata garantita dal lavoro sinergico delle imprese partecipanti”.

L’ Harvest Group si delinea dunque come un’importante realtà nel panorama delle imprese offidane anche perché fonda il suo lavoro e il suo studio su quello che è un settore trainante dell’economia locale quale appunto il vitivinicolo, divenendo anche occasione preziosa per molti giovani laureati per  mettere in evidenza e spendere le capacità e le conoscenze acquisite con gli studi.

Il progetto delle società  Harvest, Idratec, ha ottenuto un finanziamento nell’ambito delle agevolazioni  previste dal POR Marche 2007-2013. Il contributo concesso è stato di 149.200 euro. Un sostegno che dimostra la validità dello studio effettuato e e che si spera potrà suscitare l’interesse delle aziende del settore vitivinicolo che operano nella provincia picena.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 185 volte, 1 oggi)