ASCOLI PICENO – Non c’erano le condizioni psicologiche affinchè avvenisse l’incontro tra Salvatore Parolisi, l’uomo in carcere accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea, e la figlia Vittoria di due anni.

Il Tribunale dei minori lo ha rinviato a data da destinarsi, su istanza del legale della famiglia Rea  Mauro Gionni che aveva chiesto che all’incontro partecipasse anche uno psicologo di parte, individuato nel dottor Vincenzo Luciani di Ascoli Piceno. In attesa dell’autorizzazione l’incontro era in un primo momento slittato al pomeriggio.

In mattinata i nonni materni, cui è stata affidata la temporanea potestà della piccola, si sono recati a Teramo, dove Parolisi si trova in carcere, per accompagnare la piccola Vittoria all’incontro con il padre.

Nel primo pomeriggio c’è stato un incontro con la psicologa incaricata dal Tribunale per verificare se esistessero le condizioni psicologiche affinchè l’incontro avvenisse. “Non ci sono perché non sono state predisposte le misure necessarie affinchè la bimba non subisca alcun trauma” – ha affermato Gionni.

All’incontro avrebbe partecipato anche la nonna materna, autorizzata in mattinata dal Tribunale su specifica richiesta,  ma “psicologicamente non è pronta a trovarsi di fronte quello che, secondo la Procura, sarebbe l’assassino della figlia”, avrebbe riferito l’avvocato secondo il quale non c’è nessuna contrarietà affinche l’incontro abbia luogo ma con le dovute cautele per la bambina.

E’ possibile che l’incontro tra padre e figlia avverrà in un luogo più idoneo, quindi non in cercere ma probabilmente a Somma Vesuviana.

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