ASCOLI PICENO – Dove prendi prendi, la situazione è purtroppo sempre drammatica in tema di lavoro. I numeri esposti questa mattina dalla sezione provinciale della Uil nel corso di una conferenza stampa non lasciano troppi margini di dubbio sull’entità della crisi.

MOBILITA‘ Sotto la voce ‘mobilità’, ad esempio, secondo la Uil a livello provinciale nel 2011 sono state 1325  le procedure avviate. Meno rispetto al 2010 quando erano 2345 e soprattuto al 2009 con il ‘boom all’inverso’ che ha colpito 4033 posti di lavoro. Ma se il trend è leggermente migliorato negli ultimi 24 mesi è per il semplice fatto che le aziende hanno già chiuso, e quindo sono ormai sempre di meno. Nel solo 2008 hanno chiuso i cancelli 2500 attività e il numero dei procedimenti fallimentari registrati in tribunale è raddoppiato. La media degli occupati per ogni impresa è attualmente di tre dipendenti.

20 MILA IN CERCA DI LAVORO Se poi andiamo alla voce “in cerca di lavoro”,  prendendo i dati provinciali si evidenzia come le persone in cerca di occupazione sono oltre 20 mila (11 mila donne) su un totale di 140 mila in età da lavoro. Uno su sette. Per il segretario generale Giuseppe Pacetti,  “con la manovra governativa fatta di tasse e tagli gli effetti peggiori ci saranno nel 2012 perchè la crisi toccherà in maniera sempre maggiore anche il commercio, riducendo il potere di acquisto dei cittadini a causa della perdita di lavoro e della diminuzione di reddito dei lavoratori pubblici con conseguente blocco dei contratti e dilazione nel conferimento della liquidazione” . Il sindacato chiede il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, una riforma del mercato del lavoro che non abbassi gli ammortizzatori sociali e che non tocchi l’articolo 18, “che non incide sull’occupazione come già dimostrato in passato”. Le assunzioni vanno incentivate in maniera mirata, ad esempio facendo “investimenti coraggiosi in settori come il Sociale, l’Innovazione e l’Ambiente, che possano prevenire spese maggiori; pensiamo ad esempio all’aumento di cinque centesimi sulla benzina per i danni del maltempo. Siamo favorevoli alle liberalizzazioni perchè come nel caso delle farmacie o degli studi notarili non manderà in rovina nessuno ma al contrario creerà nuovi posti di lavoro”.

LOTTA ALL’EVASIONE  E COSTI DELLA POLITICA – Per quello che riguarda la lotta all’evasione fiscale, secondo il sindacato gli enti locali potrebbero fare molto. “Ai sindaci della provincia – afferma ancora Pacetti – abbiamo chiesto di mettere in piedi una commissione tributaria ma in pochi hanno risposto. Alcuni Comuni hanno aderito ma è indispensabile farlo in maniera corretta, formando personale, dando giusti incentivi e mettendolo chi è chiamato ad occuparsene nelle migliori condizioni di lavoro possibile collaborando con l’Agenzia delle Entrate. Questo significherebbe recuperare importanti somme da mettere a Bilancio e magari utilizzarle per intervenire in setttori in difficoltà come il Sociale, dove il solo comune di Ascoli ha tagliato il 25% di risorse per assistenza ai bambini portatori di handicap”. “E ancora – aggiunge il segretario provinciale – dobbiamo ridurre i costi della politica e dell’ammnistrazione, sull’esempio della Camera di Commercio che ha accorpato l’Eurosportello e Piceno Promozione riducendo del 50%  personale e costi. Anche sui trasporti si può intervenire facendo un’azienda unica provinciale”.

EDILIZIA E SOCIALE IN GINOCCHIO – Fortemente danneggiata è  anche l’Edilizia, con quasi 4000 posti di lavoro persi in due anni. “Ed è un settore che fa meno clamore rispetto ad altri perchè quelli che chiudono e che perdono il lavoro sono spesso piccole imprese, lavoratori autonomi – afferma Francesco Fabiani della Uil Pensionati – Non ci sono invesimenti in opere pubbliche e c’è crisi del mattone, l’unico settore che regge è quello delle ristrutturazioni “. E ancora il Sociale, uno dei settori che assieme alla cultura ci rimette di più perchè non produce entrate.  “Le domande individuali sono in aumento quindi non si possono ridurre fondi – dice il segretario regionale Feneal Leonardo Frascarelli – Bene ha fatto il comune di San Benedetto a dirottare le risorse per gli eventi su questo settore. Gli alloggi popolari sono uno specchio della situazione. – ammette – Il 90% degli sfratti sono per morosità e ciò non consente di accedere alla richiesta per avere un’abitazione”.

DISOCCUPAZIONE – Sulla perdita dei posti di lavoro “la stuazione nel Piceno è peggiore che in altre parti della regione -aggiunge Floriano Canali del reparto Chimici- perchè in altre zone le piccole imprese ancora reggono mentre qui c’è un tessuto di multinazionali che hanno portato ai licenziamenti di massa degli ultimi anni”. L’ultimo dato è sintetico ma significativo. “Dieci anni fa – afferma Robero Conti del Patronato Ital-  ci pervenivano dieci pratiche di disoccupazione ordinaria all’anno, oggi sono dieci alla settimana”.

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