ASCOLI PICENO – Il Gip di Teramo  Giovanni De Renzis dovrà decidere entro cinque giorni se approvare o meno la richiesta di giudizio immediato presentata questa mattina dalla Procura di Teramo nei confronti di Salvatore Parolisi, l’uomo accusato dell’omidio della moglie Melania Rea,  uccisa il 18 aprile scorso nel bosco di Ripe di Civitella.

La richiesta del rito immediato, che permette di saltare la fase dell’udienza preliminare, si basa sull’esistenza, secondo gli inquirenti, della ‘prova evidente’ di colpevolezza a carico del caporal maggiore dell’Esercito.

Le accuse mosse nei confronti di Parolisi nel provvedimento firmato dal procuratore capo Gabriele Ferretti e dai sostituti Greta Aloisi e Davide Rosati sono di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, dal rapporto familiare, dalla minorata difesa della vittima e dal vilipendio di cadavere. Sarebbe stato lui, infatti,  secondo i magistrati, ad essere tornato nel bosco di Ripe nei giorni successivi all’omicidio per deturpare il cadavere col tentativo di depistare le indagini.

Si chiude così l’indagine iniziata il 20 aprile scorso, giorno del ritrovamento del corpo della donna, dalla Procura di Ascoli per poi passare a quella abruzzese il 23 luglio una volta decretata la competenza territoriale in seguito all’accertazione del luogo dell’omicidio.

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