ASCOLI PICENO – Buona gastronomia, economia e cultura: queste le basi sulle quali si è svolto giovedì 12 gennaio 2012, nei locali della libreria Rinascita, un incontro tra operatori del settore e giornalisti, organizzato dal Movimento Difesa del Cittadino. La serata è stata l’occasione per presentare la conclusione di due progetti, curati dal Movimento, in tema di sicurezza e qualità alimentare, finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione Marche.

Il lavoro, durato due anni, si è sviluppato in convegni, in seminari nelle scuole e nella partecipazione a trasmissioni radiofoniche: scopo dell’articolato progetto è diffondere la cultura di prodotti alimentari di qualità, che sono eccellenze del nostro territorio, e spiegare al pubblico l’importanza della tutela giuridica di tali produzioni.

Ha coordinato i lavori l’avvocato Micaela Girardi che nei suoi interventi ha più volte ribadito quanto sia fondamentale il riconoscimento Dop ai fini della tutela legale dei prodotti stessi. “In particolare” ha precisato l’avvocato “per l’oliva tenera ascolana il riconoscimento Dop tutela non solo il prodotto naturale ma anche il prodotto lavorato; è cioè protetta giuridicamente tutta la filiera che porta alla commercializzazione dell’oliva ripiena”.

L’oliva tenera ascolana ripiena è l’unico preparato ad aver ottenuto il riconoscimento Dop, già assegnato alla tenera in salamoia”, ha dichiarato Nazzareno Migliori, presidente del Consorzio per la tutela dell’oliva ascolana del Piceno Dop, che ha aggiunto: “Nei prossimi anni, con l’estensione del marchio Dop anche agli ulivi piantati prima della definizione dei criteri relativi alla distanza fra le piante, la produzione potrebbe passare dai 200 quintali odierni a 2000. Questo porterebbe anche nuovi posti di lavoro, visto che l’oliva tenera va raccolta e lavorata preferibilmente a mano“.

“Ci si trova di fronte a un mercato che ha grossi margini di espansione; la coltivazione dell’oliva tenera dovrebbe essere maggiormente sostenuta dalle istituzioni, in primo luogo dalla regione Marche. Sono necessari fondi che finanzino progetti per la coltivazione del prodotto e per la formazione degli operatori del settore. Siamo in presenza di un prodotto di alta qualità che potrebbe portare molta ricchezza al territorio, ma per fare questo ha bisogno di essere valorizzato: la tenera ascolana non sarà mai destinata alla produzione su larga scala ma i volumi attuali sono molto al di sotto della richiesta di mercato. Abbiamo un gioiello nelle nostre terre di cui va svelata la preziosità e la unicità.” Queste le dichiarazioni di Giovanni Massi, presidente della cooperativa produttori olivicoli dell’Italia centrale.

Al centro del dibattito è emersa la necessità di informazione e formazione sulla qualità dei prodotti locali, un lavoro che da anni è portato avanti con competenza e passione dal professor Leonardo Seghetti, docente all’istituto agrario di Ascoli e all’università di Teramo: “Per promuovere la cultura gastronomica e cercare di informare i consumatori sulla qualità del nostro olio e della nostra oliva abbiamo organizzato, con cadenza quindicinale o settimanale, degustazioni di oli e di olive”. “E’ importante imparare a capire la differenza fra i prodotti commerciali disponibili nella grande distribuzione e gli oli e le olive locali, di cui bisogna imparare a conoscere e apprezzare l’alta qualità e le proprietà benefiche“. “Il Piceno è noto per l’oliva tenera, la vera espressione di questo territorio, intorno alla quale ruotano tante altre produzioni. Dal punto di vista organolettico è un prodotto assolutamente inimitabile e l’esigenza di lavorazione a mano aggiunge un valore ulteriore, anche e soprattutto per l’effetto di restituire il ruolo centrale all’uomo“.

La qualità come volano per far decollare la tipicità e l’esclusività dei prodotti locali, ma per avere prodotti di qualità occorre essere disposti a pagare un prezzo diverso e per questo occorre consapevolezza:”La valorizzazione della tenera ascolana è una grande occasione per far conoscere l’eccezionalità del nostro territorio: un‘opportunità da non perdere”. Questo l’appassionato intervento dell’ingegner Luciano Speranza che ha anche suggerito: “Per far sì che si parli e si diffonda la conoscenza del nostro territorio e delle sue eccellenze si possono utilizzare anche strumenti non tradizionali come i social network. La pagina di facebook dedicata all’oliva ascolana ha tantissimi “amici”. Da anni è inoltre attivo un sito http://www.olivatenerapicena.it/ dedicato al prodotto principe della terra picena con studi di marketing e proposte per la sua valorizzazione.”

“Il potenziamento della produzione e lavorazione della tenera ascolana poterebbe portare alla crescita di tutta la “filiera” che l’accompagna” ha dichiarato Ugo Marcelli della cooperativa Case Rosse e vice presidente del consorzio di tutela della Dop. “C’è l’errata convinzione che coltivare la tenera ascolana sia difficile e poco redditizio. I produttori di olive pensano che la tenera sia facilmente attaccabile da insetti e che la raccolta fatta a mano sia troppo dispendiosa. Sono credenze superate, oggi esistono degli strumenti e dei dati che “sfatano” queste convinzioni: per prevenire l’attacco di insetti l’Arpam (agenzia regionale) ha attivato un utilissimo sevizio via sms che avvisa i produttori del momento in cui fare i trattamenti alle piante”, per quanto riguarda la raccolta a mano delle olive abbiamo verificato che si possono raccogliere 110 kg di olive al giorno. Un buon dato che ci conforta e che non è al di sotto della media”.

L’argomento ha sicuramente appassionato e dall’animato dibattito sono uscite tante idee e tanti progetti, l’economia locale potrebbe trovare nei prodotti della sua splendida terra le risorse per creare un “altro tipo mercato”. Un mercato che valorizza le produzioni di qualità e il lavoro umano che le caratterizza; un mercato che “rimette al centro dell’economia l’uomo“, come dice Seghetti.

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