ASCOLI PICENO – L’opposizione a tutto campo non risparmia critiche all’operato della giunta e del sindaco Castelli, accusato di “populismo in stile berlusconiano e pochi fatti”.

“Il Comune non sembra cosciente della crisi che vive il territorio – attacca Marco Regnicoli (Alveare). Per la tanto decantata Zona franca Urbana, sono stati dati alle imprese 86 mila euro, a fronte di un debito del Comune di 1,2 milioni verso i fornitori, mentre queste sono state costrette a chiedere ingenti crediti alle banche pagandoci interessi. Del quoziente familiare e degli aiuti per poter usufruire dell’asilo nido hanno benficiato soltanto 137 famiglie. Intanto vengono spesi 30 mila euro per il giornalino”.

Per Valentina Bellini (Pd), non si “può continuare a gettare fumo negli occhi ai cittadini, sbandierando cose false come nel recente caso della scuola. E’ stato fatto passare il messaggio che il Comune avrebbe assunto venti lavoratori socialemente utili da impegnare nelle scuole. Quelli che verranno impiegati, in realtà, sono lavoratori in mobilità ai quali il Comune pagherà le spese di assicurazione per 100 euro ciascuno”.

Sul fronte del Bilancio l’attacco è di Stefano Corradetti (Pd), secondo il quale questo sarebbe “in deficit di quasi cinque milioni, mentre l’indebitamento per i mutui con le banche arriva a sfiorare i 62 milioni. Per tappare i buchi – aggiunge – vengono cedute a privati quote di società di servizi”. Per Mauro Pesarini (Pd), il Comune “non dimostra la tanto sbandierata ‘trasparenza amministrativa’, rifiutandosi di pubblicare redditi e stato patrimoniale dei consiglieri”.

Per l’assessore regionale del Pd Antonio Canzian, infine, “Ascoli non ha quel ruolo di capoluogo che le spetta, anzi è arroccata su se stessa. C’è bisogno di dare impulso all’occupazione valorizzando il patrimonio artistico-culturale e aumentare la residenzialità”.

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