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ASCOLI PICENO – Affollato e ricco di interventi il convegno di Confindustria Ascoli Piceno, “La continuità d’impresa nelle Marche“, che si è svolto a Palazzo dei Capitani nel pomeriggio di venerdì 20 gennaio. Tema dominante, il passaggio generazionale delle proprietà delle imprese marchigiane, le quali, nel 70%, cessano la propria attività esattamente in quel momento, ma la “mortalità imprenditoriale”, ricorda il presidente di Confindustria Ascoli Piceno, Bruno Bucciarelli, sale all’89% se si considera la terza generazione.

Il progetto conoscitivo è stato realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e con il contributo di Banca Marche, Carifermo, Federazione Bcc e Ubi-Banca Popolare di Ancona.

Tra il 2009 e il 2011 si è analizzato il fenomeno con la compilazione di 104 questionari on line e indagini qualitative, mentre nel 2010 si è passato all’offerta di servizi disponibili sul territorio regionale e benchmarking su azioni e politiche a supporto della continuità d’impresa. Nell’anno appena aperto, invece, si passerà a definire quei servizi che possono aiutare le imprese nel momento del passaggio intergenerazionale.

“Il 44,6% delle nostre imprese sono di prima generazione – ha spiegato Bucciarelli – Unitamente all’aumento progressivo dell’età media degli imprenditori, comporta che circa 27 mila imprese stanno affrontando o devono affrontare un passaggio generazionale: il fenomeno riguarderà circa 92 mila addetti, pari al 25% del totale”. L’invecchiamento degli imprenditori resta dunque un momento importante delle dinamiche aziendali marchigiane.

Paolo Andreani, presidente di Confindustria Marche, nel suo intervento ha sottolineato come “il ricambio generazionale che sta vivendo l’imprenditoria marchigiana va ad aggiungersi a tutte le altre questioni che oggi creano seri fattori di criticità” e per questo “Confindustria intende dare impulso all’istituzione di un tavolo regionale che possa promuovere una riflessione costante sul tema della continuità, realizzando azioni concrete come misure formative e qualificare risorse esperte in continuità d’impresa”. Le Marche sono la seconda regione in Italia, dopo l’Umbria, per percentuale di imprese familiari di medie e grandi dimensioni di prima generazione (44,6% del totale) e seconda dopo il Friuli per anzianità dei titolari (il 48% è ultracinquantenne). Il passaggio, dunque, appare di importanza primaria.

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