ASCOLI PICENO – Riceviamo e di seguito pubblichiamo una lettera del consigliere provinciale dell’Udc Sergio Corradetti in merito ai nuovi tutor della velocità che verranno installati, su indicazione dell’Ente Provincia,  su alcuni tratti delle strade del territorio.
Le Famiglie sono al collasso economico. È assurdo ed inopportuno ogni ulteriore sistema di prelievo dalla tasca dei cittadini. Non condivido assolutamente questo nuovo sistema di mettere le sanzioni tra le entrate dei bilanci dei comuni e della provincia. Perché lo scrupolo di reprimere gli incidenti sulle strade è solo un metodo per nascondere la necessità di fare cassa”. Ad affermarlo è il capogruppo in Provincia dell’Udc, Sergio Corradetti, all’indomani della valanga di proteste di cittadini ed amministratori del territorio dei Sibillini per l’installazione, voluta dalla giunta provinciale guidata da piero Celani, di tutor per il rilevamento della velocità degli autoveicoli tra le 2 gallerie di Croce di Casale.

“Si tratta di una vera e propria speculazione – prosegue Corradetti – sui comportamenti non corretti dei cittadini: non è certo questo il sistema di educare! Ma è troppo chiaro che nessuno lo voglia realmente! Altrimenti con cosa si fa cassa? Si sta scherzando un po’ troppo sulle spalle dei cittadini. Sulla Valtesino abbiamo oltre a due tratti coperti dai tutor della Provincia diverse postazioni di autovelox dei comuni limitrofi. Sistemi che costituiscono una nuova forma di dissuasione all’accesso al territorio delle alte colline Picene, che si aggiunge alla ormai incancrenita inaccessibilità viaria in ogni stagione (strade dissestate, asfalti logori, frane, ecc.), ma in particolare in quella invernale.


Siamo amareggiati anche noi dell’Udc insieme ai Sindaci del territorio, esclusi ovviamente quelli che utilizzano gli Autovelox, di questo isolamento, contro il quale stiamo lottando e continueremo a lottare”. Corradetti conclude con un interrogativo: “Ma il Map, Movimento autonomo Piceno, componente di spicco della Maggioranza in Provincia, che aveva caratterizzato la sua azione politica sulla rilevanza della zona montana, ergendovisi a paladino, ed addirittura affiggendo, peraltro giustamente, i manifesti contro la minaccia di pedaggio sull’Ascoli Mare, perché sulla vicenda finora permane in un silenzio assordante? Eppure in forza anche dell’investitura ricevuta da Celani di un loro massimo esponente come Pasquale Allevi, con deleghe pesanti quali opere pubbliche, edilizia scolastica e residenziale pubblica, patrimonio, ma soprattutto infrastrutture per la mobilità, nonché con due ex sindaci in organico come Armando Falcioni e Giuseppe Mariani, rispettivamente presidente del consiglio provinciale ed assessore, avrebbe fatto sicuramente ben più che la voce grossa”.

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