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montaggio Maria Josè Fernandez Moreno
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ASCOLI PICENO – Tempo di taxi, è vero: se ne parla un poco un tutta Italia, con manifestazioni di protesta nelle principali città contro gli intendimenti del Governo Monti di liberalizzare il numero di licenze (ovvero aumentare le opportunità di lavoro nel settore). Della cosa ce ne siamo occupati la scorsa settimana, vedendo come a San Benedetto il numero di taxisti sia diminuito nel corso del tempo. La stessa cosa è avvenuta in quasi tutti i centri di provincia.

Ad Ascoli, siamo venuti a conoscenza di un episodio buffo. Se si cerca di contattare un taxi, su Pagine Bianche compare un numero di telefono relativo al servizio di Piazza Roma.

Ma se viene composto quel numero, la possibilità che qualcuno risponda è molto bassa. In compenso invece il telefono a chiamata fissa squilla – forte e chiaro – e il suono si sente in tutta Piazza Roma. Fino a che, dall’altra parte della cornetta, non ci si stanca e si decide di abbassare.
Gli scompensi sono due: da una parte, il cliente chiama un numero che non risponde (a meno che i tassisti non siano parcheggiati proprio lì, ma non è sempre così, anche perché, occorre dirlo, ad Ascoli il lavoro scarseggia e le licenze non si vendono neppure gratis), quindi i tassisti rischiano di perdere eventuali richieste. Dall’altro, il suono del vetusto telefono in Piazza Roma potrebbe ricordare qualche atmosfera novecentesca, ma mal si addice con la modernità: sarebbe sufficiente un trasferimento di chiamata dal telefono fisso ai cellulari dei tassisti ascolani, e il problema si risolverebbe.

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