ASCOLI PICENO – Chissà cosa avrà pensato la dirigenza bianconera, e di conseguenza cosa staranno pensando ora tutti i tifosi, quando nella mattinata di lunedì si sono visti recapitare in sede una notifica di decreto ingiuntivo da parte di Mattia Grassani, legale di Vittorio Micolucci. Il documento presenta l’ufficiale richiesta del giocatore di avere indietro una “somma esorbitante relativa a prestazioni che lo stesso sostiene di aver reso in favore dell’Ascoli Calcio fino a dicembre 2011”, come spiega il comunicato ufficiale. Facendo due ovvii ragionamenti, l’ex difensore vorrebbe essere pagato come un tesserato qualsiasi, dal periodo in cui è terminato il campionato fino allo scorso dicembre. Nella somma rientrerebbero perciò tutti gli emolumenti, ma anche premi e rimborsi vari, come da regola per un calciatore sotto contratto.

Omettendo da parte nostra ogni scontato commento sulla vicenda, riportiamo il testo del comunicato della società.

L’Ascoli Calcio 1898 S.p.A. informa di aver ricevuto in data odierna, presso gli uffici di Corso Vittorio Emanuele, la notifica del decreto ingiuntivo del Signor Vittorio Micolucci rappresentato dall’Avvocato Mattia Grassani. Tralasciando per il momento ogni commento circa l’inopportunità, se non addirittura la rilevanza deontologica, della difesa assunta dall’Avv. Grassani, il quale infatti ha un contenzioso personale in atto contro l’Ascoli Calcio, si comunica che il calciatore Micolucci ha richiesto il pagamento di una somma esorbitante relativa a prestazioni che lo stesso sostiene di aver reso in favore dell’Ascoli Calcio fino a dicembre 2011. Si informa anche che in detto atto l’Avv. Grassani e il Sig. Micolucci hanno omesso di chiarire al Giudice tutta la vicenda del “calcio scommesse”, che ha visto coinvolto in modo particolare lo stesso Micolucci, nonchè hanno rappresentato in modo infondato e strumentale la situazione economica della Società.
Si ricorda che il calciatore fu arrestato il 1° giugno 2011 nella vicenda “calcio scommesse” e nel successivo processo sportivo Micolucci aveva confessato il proprio coinvolgimento nelle combine – sempre a danno della società bianconera – patteggiando una squalifica di 14 mesi ancora in corso.
Il Giudice del Tribunale di Ascoli Piceno Dott. Emilio Pocci, ovviamente, non ha dato provvisoria esecuzione al decreto in quanto non è supportato da validi elementi di prova.
La Società, nel considerare la richiesta indecente e vergognosa, comunica che eserciterà tutte le azioni di opposizione necessarie e avanzerà, a sua volta, richiesta di risoluzione del rapporto di lavoro e di ingente risarcimento per tutti i danni subiti fra cui le gravi e note penalizzazioni inferte in campionato a causa della condotta illecita di Micolucci
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