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montaggio Maria Josè Fernandez Moreno
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ASCOLI PICENO – Non mollano gli autotrasportatori, e così gli alimentari d’Italia iniziano ad avere problemi di rifornimento. Ed ovviamente anche ad Ascoli ci sono delle difficoltà a reperire tutte le merci. Ci siamo recati in tre rivendite del centro cittadino, mercoledì 25 gennaio, per valutare la situazione con i titolari. Sembra inoltre che alcuni blocchi adesso si siano estesi anche alle zone montane.

Massimiliano Barbizzi, del Coal di via Benedetto Croce, spiega: “L’ultimo ordine lo abbiamo fatto sabato scorso, ma lunedì mattina non abbiamo ricevuto la merce. Ora, ci dicono che possiamo effettuare le ordinazioni, che verranno messe in lista d’attesa, tuttavia non c’è garanzia che le merci arrivino”. Latticini, ma anche Coca cola, biscotti, acqua: la situazione, poco prima di pranzo, non era del tutto compromessa ma gli spazi vuoti tra gli scaffali erano facili da notare. Tuttavia il rischio è che, se la protesta degli autotrasportatori continuerà ancora, si avrà davvero difficoltà a soddisfare le rischieste della clientela: “Molti capiscono la situazione, ma molti storcono anche il naso. Il problema grande si avrà se anche i distributori di benzina dovessero avere dei problemi”.

Ci spostiamo di poco e al Tigre Amico di via Tranquilli la situazione sembra diversa: “Abbiamo potuto usare il furgone e recarci noi stesse a caricare le merci” spiegano Rossella Angellozzi e Laura Del Moro. “Il nostro deposito delle materie dure si trova a Maltignano, mentre per quanto riguarda l’ortofrutta ci rechiamo al Centro AgroAlimentare di Porto d’Ascoli”. Così, per ora, nessuna emergenza. Ma il rischio c’è: “A Maltignano non sta più arrivando merce, mentre da quel che sappiamo a Porto d’Ascoli da domani non riceveranno più nulla”. Quindi il viaggio col furgone d’emergenza rischia di essere a vuoto.

Quanto alle motivazioni della protesta, c’è diversità di vedute; secondo Rossella “c’è da capirli, questa è l’unica arma rimasta per difendersi” mentre Laura spiega che “si può e deve protestare ma senza toccare la libertà altrui”.

Chi non ha problemi è il Piemme Market di Paride Paolini e Stefania Pontani, in via Cellini: “Noi ci riforniamo direttamente dai contadini del posto” spiegano. Tuttavia Paride tiene a precisare che “io sono stato un autotrasportatore e so cosa significa lavorare in quel settore, per cui con il cuore sono con chi sta protestando, perché ormai si lavora soltanto per la pagnotta, ma persino la pagnotta è sempre più piccola”.

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