ASCOLI PICENO – I parcheggi a pagamento e la questione della convenzione di gestione affidata alla multinazionale Saba continuano ad essere il principale pomo della discordia tra buona parte di opposizione e il sindaco Castelli, specie dopo gli ultimi fatti.

Poco più di tre settimane fa, infatti, succede che Castelli si reca a Roma, assieme ad alcuni dirigenti comunali, per incontrare i vertici della multinazionale spagnola. Succede anche che di questo incontro non se ne sa nulla fino a quando non viene rivelato sulla stampa locale, il giorno stesso del Consiglio Comunale durante il quale Castelli riferisce i contenuti e i motivi della riunione. Ma le parole del sindaco non soddisfano l’opposizione. “Perchè tanta segretezza? Cosa c’è di nascosto?” – si domandano tra i banchi di opposizione.

In questi anni i cui i parcheggi cittadini a pagamento sono stati sempre gestiti dalla Saba, il Comune ha accumulato un debito non indifferente per non essere riuscito a garantire un certo numero di posti auto da affidare in gestione. Il che, dunque, ha rappresentato un mancato introito per la Saba, che è aumentato di anno in anno e  che ora il Comune deve in qualche modo coprire. Al tempo stesso, però, un articolo della convenzione stipluata tra Saba e Comune (il 9-bis), permette a quest’ultimo di ‘rilevare, entro dieci anni dalla stipula della medesima la quota della società concessionaria o proprietaria di parcheggi “ex gil” e “Torricella” sulla base del piano economico e finanziario valido alla data in cui l’amministrazione comunale eserciterà tale facoltà’.

Si è deciso, così, di provare a riappropriarsi della gestione dei parcheggi. Con maggioranza e opposizione daccordo, almeno nelle intenzioni.  Perchè poi all’atto pratico, nell’ attivare questo iter che dovrebbe permettere di far tornare i parcheggi in mano all’amministrazione, nascono profonde spaccature in seguito a situazioni che la sinistra reputa “poco trasparenti”.

“Perchè ancora ad oggi nonostante le numerose richieste avanzate in questi anni, l’opposizione non è stata messa al corrente di quanto ammonti il credito vantato dalla Saba nei confronti del Comune di Ascoli?”, chiedono. “E’ dal 2004 – dice la Bellini – che non sappiamo nulla di un debito accumulatosi ormai da un decennio, se non le verbali rassicurazioni bonarie e di maniera!”.

L’ennesima goccia che ha fatto traboccare il vaso colmo dei sospetti dell’opposizione, poi, è stato il rifiuto, da parte della multinazionale, di presentarsi davanti alla commissione di controllo e garanzia del Consiglio Comunale. Ma è soprattutto il motivo che la società ha addotto che ha mandato su tutte le furie l’esponente del Pd, perchè a suo dire farebbe intendere che questo sia stato avallato, anzi concordato, dal sindaco Castelli. “La frase conclusiva della lettera della Saba – scrive la Bellini – nel respingere l’invito della Commissione, ha dei riflessi inquietanti: ‘Riteniamo pertanto, anche in linea con quanto condiviso con i rappresentanti di codesto Comune, di soprassedere dalla fissazione dell’incontro’.

“Ecco perchè il sindaco – dice – nello scorso Consiglio  in venti minuti di giri di parole in stretto politichese non ci ha detto alcunchè di concreto sulla sua sortita similclandestina a Roma negli uffici della multinazionale!”.

Che cosa ha condiviso, – si chiede la consigliera del Pd – il gigante internazionale dei parcheggi, con il sindaco? E’ stato il sindaco a sollecitare il rifiuto dall’incontro, come si evincerebbe dalla frase conclusiva della lettera? o ad approvarlo? Come ha potuto il sindaco avallare, e forse sollecitare, questa indisponibilità? Dov’è finita la partecipazione, dove la trasparenza con cui continuamente si riempie la bocca?”.

E ancora: “Sarebbe un atto gravissimo, se si venisse a sapere che il sindaco non si è fatto interprete della volontà della commissione del ‘Suo’ Consiglio Comunale “consigliando” alla Saba di rifiutare l’invito”.

La cosa che più preoccupa la Bellini è che il debito accumulato verso la società venga ripianato con la cessione della proprietà, e non più della sola gestione, di una parte degli spazi blu. “Ci si para davanti -scrive-  la beffa clamorosa di veder ceduta alla multinazionale Saba anche la proprietà di un bene che è di tutti: le nostre strade, gli  spazi della nostra città”.

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