ASCOLI PICENO – Chi lo avrebbe mai detto? Sette punti in tre partite et voilà. Il Picchio, il tanto amato e criticato Picchio, dopo mesi e mesi passati guardando tutti dal basso, ora è solo a tre punti dalla salvezza. E se avessimo vinto a Vicenza ora… Ma la sorte se lo è ricordato: alzi la mano chi non ha visto nel gol del neo arrivato Gerardi somiglianze nell’azione insistita e di rugbyana memoria fallita a due passi dalla porta del ‘Menti’.

Stavolta la palla è entrata, a seguito (e Silva ha aggiunto ‘finalmente’) di un perfetto schema su calcio di punizione. Notare bene: è arrivato allo scadere, quando la nebbia e il freddo avrebbero già potuto offuscare la razionalità dei giocatori in campo. Un pò come il campionato intero dell’Ascoli, fatto di momenti sfortunati e poco felici, ma che piano piano, con la sapiente regia di Silva e l’insistenza dei suoi giocatori, si sta raddrizzando un passo alla volta. Prima sette, poi sei, infine tre. La salvezza si avvicina sempre più, anche se ora il calendario crudele fa un dispetto: Sassuolo e Verona in trasferta sono sfide quasi proibitive.

Eppure, il miglior Ascoli della stagione non può intimorirsi: ricordiamoci che le ultime due uscite consecutive (Brescia e Livorno) portarono la bellezza di sei punti. Stavolta non sarà così (o è improbabile), ma ogni punto è oro colato. Per concludere, il mercato pare aver rafforzato la rosa. A conti fatti, la partenza più bruciante, quella di Gazzola, è stata appianata dall’arrivo più sorprendente, di uno Scalise fino ad ora ottimo. E lo spirito di riscatto di Gerardi ricorda quello di Feczesin di un anno fa. Inoltre, hanno salutato Ascoli giocatori poco utilizzati o motivati e sono giunte pedine dalle categorie inferiori, desiderose di mettersi in mostra nel palcoscenico della B. Silva lo ha confessato al termine della gara con la Nocerina: “Cercavamo la qualità, non il nome”. Speriamo che l’esperienza nell’Ascoli gli regali anche quello.

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