ASCOLI PICENO – E Carnevale è stato. E come sempre, il Carnevale ascolano non ha tradito le attese, mostrandosi come al solito quale un teatro a cielo aperto, con Piazza Arringo, Piazza del Popolo e Piazza Simonetti palcoscenico naturale dove l’inventiva degli ascolani ha avuto modo di mostrarsi con allegria e sarasmo.

Protagonisti di questo avvio 2012, la crisi e la neve, ma anche l’onnipresente sesso, in ogni sua declinazione, come – questo sì – da tradizione. Il tutto assieme ad un dialetto ascolano che non sembra soffrire il peso degli anni e che, proprio attraverso il Carnevale e alla spinta di alcuni cittadini (citiamo tra tutti Nazzareno Migliori non come sintesi ma come esempio), riesce a penetrare anche tra le generazioni più giovani.

La crisi si sente anche a Carnevale: così c’è Beata Assunta protettrice dei disoccupati, la crisi che fa tornare le “gite fuori porta” con tanto di maiali, “lu diggitale” terreste che se non si vede meglio spianare”San Marche e l’Ascenziò”, l’italiano “‘MMièzze nu mare de guai” che rimbalza ai quattro angoli della Piazza con la sua sequenza di “Imu, cassintegrazione, euro, default…”, l’esilarante “Rratta e vinge all’asculana” e una “posizione di lavoro” (immaginate voi quale).

Ecco poi che la “querelle” sul Caffè Lorenz che prende troppi spazi diventa modo per mettere “in piazza” (letteralmente) una divertentissima ricostruzione degli eventi, tra vigili e camerieri d’occasione, mentre le Cento Torri si sfidano tra “mille vernecchie” e un vero e proprio processo. E poi la posta con le vecchiette per ritirare “la penziò”, il censimento, il bravissimo “Felice Fortunati” che “dopo 20 anni di precariato finalmente ho trovato il posto fisso” (il camposanto…), e le macchiette che girano in piazza, a gruppi o da sole, tutte con qualche eccesso sessuale: le vegliarde che “non vedono un uccello da venti anni” e per questo hanno in gabbia un passerotto cinguettantissimo, la coppia di sposi col marito che ha un occhio attappato da qualcosa che l’ha cecato (la “farfallina” di Belen), l’aitante cinquantenne che ha un riccio sulla spalla e la scritta “Com nu” segnalata da una chiave gigante (risolvete voi il rebus), e tanti altri che presto saranno ricordati dalla fotogallery e dal video di PicenoOggi.it.

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