ASCOLI PICENO – Rientra l’allarme suscitato dalla Rai sugli utilizzatori di Pc, smartphone e dispositivi con funzioni per la ricezione dati. A seguito dell’introduzione del decreto Salva Italia che ha previsto tra l’altro l’obbligo delle imprese di indicare nella dichiarazione dei redditi 2012 il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione, l’azienda di Viale Mazzini aveva trasmesso in questi giorni, alle stesse imprese ed agli studi professionali, la richiesta del pagamento del canone annuale per la detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni televisive, compresi i computer collegati in rete equiparabili di fatto alle Tv. La proposta era stata avanzata in virtù di una vecchia legge del 1938 la n° 246 che all’articolo 1 prevede appunto l’obbligo del pagamento del canone, per ogni apparecchio detenuto atto alle radioaudizioni.

Il balzello ha suscitato l’alzata di scudi della Confcommercio, che sin da subito ha ritenuto illegittima tale richiesta per alberghi, negozi e pubblici esercizi che utilizzano nei loro locali televisori e che già pagano importi piuttosto significativi che vanno da 200,91 euro a 6.696,32 euro, a secondo della categoria. E così, dopo le azioni della Confcommercio sul Ministero dello Sviluppo Economico e l’intervento dello stesso, la Rai ha chiarito che la lettera inviata dalla direzione abbonamenti si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese società ed enti, solo nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage), fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese società ed enti abbiano già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori. “Siamo soddisfatti di questa marcia indietro della Rai – ha commentato il presidente Confcommercio Igino Cacciatori – poiché un tale ed ennesimo balzello anche per le imprese commerciali era davvero assurdo, ma ora è auspicabile visto che la norma è comunque nebulosa che il Governo chiarisca una volta per tutte la normativa sul canone”.

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