ASCOLI PICENO – I sindaci hanno detto no al progetto di imbottigliamento della sorgente Monti Azzurri di Arquata. Il punto, all’ordine del giorno nell’assemblea della Ciip che si è svolta ieri pomeriggio, è stato ritirato. Passa invece, con la sola astensione del Comune di Arquata, il bilancio preventivo per il 2012 , che comporta oltre 20 milioni di investimenti da parte dell’ex consorzio idrico. Il dibattito sulla questione dell’imbottigliamento ha surriscaldato la riunione, con gli amministratori dell’area montana che si sono scagliati contro i colleghi e i movimenti di “Acqua bene comune”, contrari al progetto.

“Pur essendo convinto che l’acqua sia un bene comune, credo che però in questo caso rischi per la comunità non ce ne siano. Anzi crediamo che si possano creare posti di lavoro ha spiegato il consigliere comunale di Arquata Michele Franchi –. Sappiamo che non potranno essere più di quindici o venti, ma per un territorio come il nostro che va spopolandosi è comunque importante e potrebbe creare un piccolo indotto”. Il Comune dei Sibillini ha chiesto dunque la proroga di un anno del bando per individuare un privato, ripetendo l’asta in modi e tempi migliori.

Di tutt’altro avviso il Movimento Cinque Stelle, oltre a Rifondazione Comunista e Federazione della Sinistra della provincia di Ascoli. “Dopo che la prima gara pubblica per trovare un socio privato è andata deserta, è auspicabile che il progetto venga del tutto abbandonato – ha dichiarato Daniele Primavera in una nota -. A tal proposito, apprezziamo le parole di contrarietà espresse in assemblea dai sindaci di Grottammare e Offida e dal vicesindaco di San Benedetto del Tronto, e ci auguriamo, come abbiamo manifestato pubblicamente e nei Consigli comunali nei quali siamo presenti, che questa ostilità venga ribadita dalla maggioranza dei Comuni soci”.

“Il progetto di imbottigliamento, infatti, non garantisce un significativo aumento dell’occupazione all’area montana (si parla di soltanto un paio di unità), non incontra interesse da parte dei privati,  lede l’ambiente, producendo inquinamento da confezioni e da trasporti, e si pone in aperto contrasto col risultato politico del Referendum svoltosi solo pochi mesi fa”, ha aggiunto il segretario provinciale di Rifondazione.

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