ANCONA – Una ricerca condotta dall’Inrca in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche di Ancona ha consentito di individuare un nuovo “marcatore” presente nel sangue in grado di rivelare l’insorgenza dell’infarto acuto del miocardio in pazienti anziani. “Il risultato di questa ricerca è un’applicazione che avrà ricadute fortemente innovative sul servizio sanitario – ha dichiarato il governatore delle Marche, Gian Mario Spacca, alla presentazione dell’importante scoperta -. La Regione, che sta spingendo sempre di più verso una ricerca ambiziosa sotto il profilo qualitativo, è molto orgogliosa di questa scoperta”.

“La Regione – ha aggiunto il presidente – ha scelto di seguire due linee principali nel campo della ricerca: la longevità e la medicina molecolare. La scoperta del bio-marcatore elabora entrambe le prospettive e interpreta appieno le strategie regionali. Grazie alla ricerca sull’infarto nell’anziano, i medici delle strutture sanitarie marchigiane si pongono all’attenzione internazionale. Come Regione siamo fortemente impegnati, anche finanziariamente attraverso la registrazione di un brevetto internazionale, a far sì che tutta la comunità possa presto godere dei benefici di questa ricerca”.

Si rafforza dunque ulteriormente il profilo delle Marche quale fulcro della ricerca per l’anziano: la regione è infatti sede dell’Inrca e dell’Agenzia nazionale per la longevità attiva, network nazionale sull’active ageing. E si rafforza anche la rete di medicina molecolare su cui le Marche stanno investendo risorse umane e finanziarie. “La Regione ha tracciato un percorso: creare una rete di medicina molecolare – ha sottolineato il direttore del Dipartimento regionale della Salute, Carmine Ruta – La ricerca che presentiamo oggi si inserisce perfettamente in questo percorso, così come all’interno dell’accordo recentemente sottoscritto tra Regione Marche, Università Politecnica, Issnaf (talian Scientists and Scholars in North America Foundation) e la Fondazione Marche per avviare collaborazioni nel settore biomedico, dell’innovazione tecnologica in particolare nel campo dell’alta formazione scientifica”.

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